Servizio idrico
Rubinetti a secco, a Siracusa la tregua dura un giorno: «È una vergogna»
Nuova ondata di disservizi in diverse zone della città, dalla parte Nord a Fontane Bianche e Plemmirio. Il gestore assicura il ritorno alla normalità, ma in Consiglio si chiedono risposte sugli interventi sulla rete
“Zona Santa Panagia senz’acqua”, “basta scendiamo in Prefettura”, “zona Bosco Minniti senz’acqua”, “Fontane Bianche senza, da ieri sera”, “via Monteleoni senz’acqua”, “zona via Antonello da Messina senz’acqua: un giorno sì e l’altro pure. È una vergogna”. E poi via Pietro Novelli, via Filisto, zona Pizzuta. “Ore 6,40 Scala greca senz’acqua, bel risveglio”, “via G. Tedeschi niente acqua”, “via Alessandro Specchi senz’acqua”, “stanotte alle 2 già non c’era: via Carlentini”. Ieri mattina la città si è nuovamente svegliata così. Tra le lamentele sui social, le segnalazioni al numero verde Aretusacque (800.53.53.53) e quelle giunte a noi, l’ultima geografia del disagio idrico ha detto: rubinetti a secco nelle zone Santa Panagia, Bosco Minniti, Zecchino, Scala Greca e Pizzuta. Una parte abbondante della zona Nord, ma non solo: dalla sera prima niente acqua a Fontane Bianche e Plemmirio.
È durata solo un giorno la tregua: sabato scorso c’eravamo illusi del silenzio tanto dell’utenza, quanto del gestore e dallo sgorgare di acqua, più o meno regolare, dai rubinetti. Ieri, invece, al disservizio non è seguita alcuna comunicazione ufficiale del gestore. A La Sicilia Aretusacque ha detto che le squadre tecniche, ieri mattina, erano impegnate a gestire “i flussi della rete” e che tutto, di lì a poco, sarebbe “tornato alla normalità”. Cosa vorrebbe dire tutto ciò comincia a non essere chiaro: i “colpi d’ariete”, dovuti ai brevi blackout di energia elettrica che causano le rotture dei tubi e le perdite, stavolta non c’entrano. Della vetustà delle condutture sappiamo, delle condizioni critiche di tutte le infrastrutture idriche, pure. Il sindaco Italia martedì scorso in Consiglio comunale ha accennato a un piano d’interventi già stabilito dal gestore, ma è rimasto vago. Oggi in aula si attendono approfondimenti: «Alla mia interrogazione sugli investimenti infrastrutturali, sugli obblighi del precedente gestore Siam e sul passaggio ad Aretusacque – ha anticipato Paolo Cavallaro, capogruppo di FdI - gli uffici hanno fornito risposte solo parziali e insoddisfacenti. I cittadini hanno diritto di conoscere quali investimenti erano programmati, quali obblighi gravavano sul precedente gestore, quali opere sono state realizzate, quali non lo sono state».