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la ricostruzione

Il crollo di Pistunina, parla l’avvocato dei titolari del bazar cinese: «Vibrazioni nei giorni precedenti»

La famiglia Fenfen Yeng chiederà un risarcimento perché hanno perso tutto

03 Agosto 2026, 23:09

04 Agosto 2026, 00:17

Il crollo, parla l’avvocato del bazar cinese: «Vibrazioni nei giorni precedenti»

Fenfen Yeng per tutti è Viola, la titolare dello store cinese che si trovava al primo piano della palazzina di Pistunina crollata giovedì scorso. Era da sola, quel pomeriggio, in negozio: il marito ed i figli erano a Firenze, da un parente. Con lei c'erano due dipendenti, tra cui Alessandra Frazzica. Quando ha visto il pavimento crollare è fuggita verso l'uscita, mentre i suoi dipendenti erano in magazzino, al piano interrato, per prendere del materiale. Uno ce l'ha fatta, Alessandra no.

Ieri, Viola ha dato mandato agli avvocati Pietro Venuti e al collega Fabrizio Donato, di seguire tutta la vicenda legale che sta scaturendo dopo il crollo.

«La proprietaria è molto scossa e dispiaciuta per la perdita della dipendente – ha detto ieri pomeriggio l'avvocato Pietro Venuti -. Per fortuna i figli non erano presenti e non c'erano neanche i clienti altrimenti il disastro avrebbe coinvolto molte più persone. In questo momento la signora è disponibile ad essere ascoltata dall’autorità giudiziaria per ricostruire i momenti antecedenti al crollo. So, perché ce lo ha riferito la nostra assistita, che sentivano delle vibrazioni che erano costanti nei giorni precedenti e hanno dato comunicazione alla proprietà del palazzo, però erano stati rassicurati».

L'avvocato Pietro Venuti, poi, racconta ancora il ricordo della signora Fenfen Yeng. «Appena hanno percepito i primi movimenti c'erano due o tre clienti all’interno dell’attività ma erano vicini all’uscita e si sono salvati. - ha proseguito - La titolare è fuggita, cosa che non ha potuto fare la dipendente. Al momento del crollo non c'è stato tempo di comunicare con i commessi».

E sulle intenzioni della famiglia Fenfen l'avvocato è stato chiaro, definendo come nella vicenda si sentano parte offesa: «Chiederanno un risarcimento perché hanno perso tutto, ma al momento devono riprendersi perché sono scossi dalla morte della commessa che era anche un’amica».

E il fronte delle difese nell’ambito dell’inchiesta si amplia ancora. Dopo l’ufficializzazione dei primi tre indagati e la nomina dei rispettivi difensori, anche una delle parti offese ha formalizzato la propria costituzione tecnica e legale.

Le signore Cristina Scimone, Federica Leone e Domiziana Leone hanno conferito incarico agli avvocati Nunzio Rosso e Franco Rosso, quali difensori di fiducia, e all’ingegnere Francesco Triolo, quale consulente tecnico di parte.

La nomina consentirà ai professionisti di seguire da vicino ogni sviluppo delle indagini, partecipando agli accertamenti tecnici che saranno disposti dalla Procura della Repubblica e garantendo la piena tutela degli interessi delle persone offese.

L’obiettivo è contribuire, ciascuno per le proprie competenze, all’accertamento della verità dei fatti e all’individuazione di eventuali responsabilità, affinché ogni aspetto della vicenda venga esaminato con il massimo rigore tecnico e giuridico.