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Blitz "Oltre il villaggio"

L'avvertimento dello "zio Canada" al soldato: «Fuori sono rimaste soltanto le donne»

I boss reclusi comandano coi cellulari ma la “spartizione” degli stipendi è ormai compito di mogli e fidanzate

04 Agosto 2026, 05:15

05:20

L'avvertimento dello "zio Canada" al soldato: «Fuori sono rimaste soltanto le donne»

«Siamo in mezzo a una strada vita, abbiamo solo le donne fuori». Diceva così Alfredo Blancatozio Canada”, un paio d’anni fa, mentre discuteva della spartizione degli stipendi fra la sua famiglia e quella del cognato Seby Mianopiripicchio”. Un dettaglio da chiarire: il signore della droga parlava al cellulare da dietro le sbarre. Un fatto ormai così diffuso che, purtroppo, non sorprende più. Eppure è assolutamente scandaloso che un recluso possa liberamente dialogare con un sodale a piede libero elargendo direttive su come dividere la paghetta. «Prendi 500 a me, 500 a Seby (riferendosi a Miano) e 500 ad Orazio (Guerino, ndr) e 500 intanto gli ho detto mettiteli nella tasca tu, prende e poi gli fai sbrigare tutte cose a Danilo e tu ti stai là», ordinava Blancato a Danilo Napoli. Le conversazioni sono state captate dagli investigatori della squadra mobile nel corso dell’inchiesta “Oltre il Villaggio” che nelle scorse settimane ha portato in carcere i componenti di un gruppo di spaccio capitanato da Miano e Blancato, ritenuti legati al clan Cappello-Bonaccorsi.

«Dall’attività di indagine emergeva con evidenza - annota la gip Dorotea Catena - che quanto ricavato dalle attività delittuose in esame veniva in parte reinvestito nell’acquisto di nuove partite di sostanze stupefacenti e in parte destinato al mantenimento delle famiglie dei sodali detenuti, tra cui innanzitutto Miano e Blancato. Ma un altro dato da non sottovalutare è il ruolo delle mogli, compagne e fidanzate dei narcos del Villaggio. Assolvevano, in soldoni, le mansioni di ragioniere dell’organizzazione criminale. Blancato è stato chiaro con Napoli: «Abbiamo solo le donne fuori». Con un telefonino infatti l’indagato poteva impartire ordini e gestire gli affari illeciti anche dal carcere, ma la detenzione non gli permetteva di poter svolgere i ruoli contabili che quindi venivano demandati alle donne a piede libero. E per un disguido, nel 2023, stava per accadere l’irreparabile. I soldi erano finiti tutti nelle mani di una consorte di un esponente, che si sarebbe rifiutata di dividere i proventi dello spaccio con la compagna di un altro boss. E ci sarebbero state le minacce di “tirate di capelli”. «È successo un manicomio», ha gridato la donna parlando con il marito detenuto. Poi fortunatamente le donne, anche parenti acquisite, si sono chiarite. E la lotta nel fango è stato evitata.