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Città metropolitana

Piano dell’ex Provincia per Palermo Energia, l'ex amministratore unico Totò Lentini: "Tradito dal sindaco Lagalla"

Sul tavolo il risanamento della partecipata, oggi Lentini passa a Sud chiama Nord di Cateno De Luca

05 Agosto 2026, 07:00

Piano dell’ex Provincia per Palermo Energia,  l'ex amministratore unico Totò Lentini: "Tradito dal sindaco Lagalla"

Un piano per rilanciare Palermo Energia, a Palazzo Comitini si guarda già al dopo-Lentini. La questione politica, sollevata dall’ex parlamentare regionale alla guida della partecipata da fine 2024, sembra essere l’ultimo dei problemi. Intanto però l’ormai ex amministratore, silurato da Lagalla quando già aveva le dimissioni in mano (assemblea convocata il 19) deve anche incassare il benservito dell’Mpa. Ma Lentini, camaleontico politico di lungo corso, ha già trovato casa nel movimento di Cateno De Luca.

Sempre oggi in via Maqueda ci saranno i sindacati ai quali vertici della Città metropolitana illustreranno i piani per il futuro, cercando di rassicurarli sul futuro dei lavoratori. Dopo le contestazioni da parte dell’ex Provincia su servizi non erogati, si guarda ad una nuova formula. I vertici di Palazzo Comitini pensano a sfilare dalla partecipata quello che è il più grande buco nero, la pulizia delle strade provinciali, che in questi anni ha fatto registrare numeri ben lontani da quelli previsti. Il servizio sarà esternalizzato. Nei piani della Città metropolitana, per cui Palermo Energia è comunque una società strategica, c’è quella di ricondurre i servizi all’attività dell’ente: guardiania e portierato, supporto all’attività amministrativa, funzioni di archivio, piccole manutenzioni nelle scuole. Tutte attività direttamente funzionali all’ente insomma, cercando di portare la società in attivo e salvando i posti di lavoro.

Centoundici le unità in servizio, come certifica lo stesso Lentini a cui il consiglio metropolitano ha chiesto, proprio la scorsa settimana, conto e ragione del personale in servizio. Attualmente 92 (71 operai e 21 amministrativi) svolgono mansioni affidate alla società in base al contratto di servizio: verifiche, gestione e certificazioni di impianti fotovoltaici e termici; manutenzioni; pulizie; archiviazione; traslochi. Qualcuno è impiegato come portiere, guardiano o commesso, in sedici si occupano della pulizia delle strade, oltre duemila chilometri di asfalto ed erbacce da eliminare. Alle dirette dipendenze di Palermo Energia, per uffici e segreterie, ci sono quindici unità, quasi tutti inquadrati come impiegati a cui si aggiungono il direttore generale e tre quadri. A questi 111 si aggiungono 7 dipendenti, tutti a tempo determinato, impegnati a Piano Battaglia, altra nota dolente: la Città metropolitana ha già pubblicato un bando per affidarlo all’esterno, scadenza 8 agosto ma poche speranze per impianti di risalita che, secondo i bene informati, lo scorso inverno hanno funzionato per soli sette giorni. Ma oggi è anche il giorno della verità, con Lentini che stamattina siederà al fianco di Cateno De Luca, per la sua prima uscita ufficiale. E ne avrà per tutti. Ieri l’Mpa lo ha liquidato con un comunicato al vetriolo, firmato dai coordinatori Ferranti, Oddo e Vinciguerra. «Non so chi siano, saranno stati arruolati ieri sera», sbotta Lentini.

I tre scrivono: «Totò Lentini è fuori dal Mpa e per sempre. Vent’anni fa fu eletto per la prima volta all’Ars nel neonato Movimento. Dopo l’ennesimo cambio di casacca, era stato riaccolto con amicizia e generosità, ma come sempre nella vigilia elettorale sta cercando fortuna dove pensa di poterla spuntare, incurante del sentimento di sfiducia di chi conosce la sua storica infedeltà!».

«Non c’è mai stato un coordinamento, il partito ero io - dice ancora l’ex parlamentare - con De Luca sposo un progetto per Palermo e per la Sicilia. Candidature? Non è questo il tema». Poi si leva qualche sassolino dalle scarpe: «Da Lagalla mi sento tradito. Mi volevano azzoppare ma io la società l’ho salvata. Lombardo? Non mi ha mai dato niente, lui odia Palermo e i palermitani».