la guerra dell'acqua
Blocco delle autobotti private: la Protezione Civile ai Comuni agrigentini: "Pronti alla requisizione dei mezzi"
Nota di Campo e Cocina: "Risolvere i contratti e attivare i volontari". Atti inviati a Procura e Prefettura
Disporre, se necessaria, la requisizione delle autobotti private e ricorrere a quelle di associazioni, comuni e degli enti preposti al soccorso.
Non si è fatta attendere la risposta della Protezione civile regionale, dopo la richiesta di intervento formalizzata da Aica in seguito al blocco improvviso delle attività da parte dei trasportatori privati autorizzati, che contestano alla consortile le nuove modalità di erogazione del servizio.
In una nota firmata dai dirigenti provinciali e regionali Olimpia Campo e Salvo Cocina, il Dipartimento ha espresso la propria totale disponibilità ad affiancare i comuni agrigentini nell'affrontare questa fase critica, attivando i mezzi speciali per il trasporto di acqua potabile presenti nel proprio parco veicoli e mobilitando le associazioni di volontariato iscritte al sistema regionale. Per fare fronte in modo coordinato alle segnalazioni, la Protezione Civile ha chiesto ad Aica di inviare immediatamente un quadro dettagliato delle esigenze territoriali. L'elenco dovrà indicare con precisione i ticket aperti dalla popolazione, suddivisi per livelli di priorità con precedenza assoluta alle strutture sensibili, ai soggetti fragili e alle emergenze igienico-sanitarie.
L'intervento della Regione delinea inoltre contorni di forte fermezza sul piano istituzionale e contrattuale: la Protezione Civile ha infatti annunciato l'invio di formali diffide nei confronti dei Comuni che hanno ricevuto contributi regionali dedicati all'acquisto di autobotti, affinché mettano subito tali mezzi a disposizione del gestore Aica. Allo stesso tempo, si sollecita l'azienda idrica a valutare la risoluzione immediata dei contratti stipulati con i trasportatori privati che si sono fermati, disponendo il contestuale incameramento delle cauzioni.
Infine, considerando che il blocco dei rifornimenti privati genera un serio pericolo per la salute pubblica e la tenuta dell'ordine pubblico, la nota è stata inviata anche alla Prefettura e alla Procura della Repubblica di Agrigento. Contestualmente, i sindaci sono stati invitati a valutare l'emissione di ordinanze contingibili e urgenti volte all'impiego coattivo o alla requisizione dei mezzi d'opera dei privati.
Sebbene non sia chiaro chi dovrebbe effettivamente poi guidare le eventuali autobotti messe a disposizione/acquistate dai comuni, è chiaro che si tratta di una linea “interventista” che non potrà che avere conseguenze anche sotto il profilo delle contestazioni da parte dei trasportatori privati, che chiaramente erano consci di cosa avrebbe scatenato il loro stop.