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Rifiuti Agrigento, il maxi appalto da 69 milioni alla milanese Risam
Assegnazione provvisoria al gruppo che già opera a Siracusa grazie a un ribasso del 13%. Ora scattano i controlli
Rifiuti, ad Agrigento cambia la gestione di spazzamento e raccolta. Dopo almeno trent’anni di sostanziale monopolio di Iseda, l’appalto da oltre 69 milioni di euro è stato aggiudicato in via provvisoria a un nuovo raggruppamento di imprese privo, finora, di legami con il territorio agrigentino.
Alla gara hanno partecipato tre raggruppamenti temporanei d’impresa: il primo composto dalla campana Sarim Srl, dall’empedoclina Icos Srl e dalla palermitana Eco Burgus Srl; il secondo formato da Iseda, Sea a Traina Srl; il terzo con Teknoservice Srl, la siciliana Multiecoplast Srl e la milanese Risam Srl.
Proprio Risam si è imposta con 90 punti, grazie soprattutto a un ribasso del 13% sull’offerta economica. Si tratta della società che gestisce la raccolta differenziata e l’igiene urbana a Siracusa, dove è subentrata a Tekra nel febbraio 2026 tramite affitto di ramo d’azienda, a seguito dell’ingente esposizione debitoria della precedente affidataria.
Ora si apre la fase dei controlli propedeutici all’aggiudicazione definitiva. Resta però il nodo dei tempi. L’attuale gestione prosegue in virtù dell’ennesima proroga, che ha esteso quanto disposto nel 2023 per una procedura di gara avviata originariamente nel lontano 2018. Questa proroga scadrà il 31 ottobre: se entro tale data non sarà perfezionato l’affidamento, occorrerà individuare una soluzione transitoria, come una gara ponte o un’ulteriore estensione contrattuale. Uno scenario considerato verosimile, sia per i tempi tecnici delle verifiche, sia per l’eventualità di ricorsi da parte degli operatori esclusi, con richiesta di revisione dell’esito.
Sul proseguimento dell’attuale servizio pende inoltre un ricorso proposto da Seap al TAR Palermo, che chiede l’annullamento e la sospensione della determinazione dirigenziale del Comune di Agrigento del 27 febbraio scorso, con cui è stata disposta la proroga tecnica in vista del nuovo affidamento. Secondo la società ricorrente, tale scelta cagionerebbe un danno economico alle imprese.
Intanto sono in corso le procedure per l’assegnazione del secondo lotto della gara, del valore complessivo superiore a 140 milioni di euro, che interessa i Comuni di Aragona, Camastra, Canicattì, Castrofilippo, Casteltermini, Comitini, Grotte, Naro e Racalmuto. Solo al termine di questa fase sarà possibile delineare per intero il volto dei nuovi “padroni della munnizza”.