Le indagini
Crollo di Pistunina, parla il terzo indagato: «Ero lì per controllare le crepe sui pilastri». Si continua a cercare i due dispersi
Pasquale D’Alì, rimasto ferito durante il cedimento, interrogato a Tremestieri: «Incaricato dai Leone, ero nel palazzo da poco più di un’ora»
"Era il primo giorno che entravo dentro Palazzo Leone, ero lì da poco più di un'ora", così ha riferito Pasquale D'Alì, terzo indagato nell'indagine della Procura di Messina, oltre Alessandro Panarello, titolare della dita che avrebbe realizzato il supermercato Famila a pian terreno dell'edificio venuto giù, e Pietro Leone, ingegnere che ha progettato il palazzo.
D'Alì è stato interrogato a distanza di due giorni dagli altri indagati perché è stato ferito al volto mentre scappava dall'edificio che stava deflagrando, dopo un èiccolo intervento al volto, oggi è stato in grado di presentarsi in caserma a Tremestieri per l'interrogatorio.
Ai magistrati, D'Alì ha spiegato di essere andato lì perché incaricato di controllare le crepe di alcuni pilastri. All'interno dell'edificio stavano lavorando alcuni operai per piastrellare i muri. L'incarico di controllare le crepe gli era stato affidato dai Leone.
Al Policlinico universitario sono state avviate, invece, le procedure per le autopsie sui corpi recuperati dalle macerie, affidati ai medici legali Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino, incaricati dalla Procura di Messina. Gli esami, preceduti da Tac, dovranno chiarire cause e momento del decesso; la relazione conclusiva sarà depositata entro 90 giorni. Contestualmente, la Procura ha conferito l'incarico al collegio di consulenti tecnici composto dagli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani, chiamati ad accertare le cause e le eventuali concause del cedimento della palazzina. Le attività peritali inizieranno il 11 agosto con l'analisi della documentazione acquisita, mentre i sopralluoghi saranno eseguiti dopo il completamento delle operazioni di ricerca e la messa in sicurezza dell'area.
Intanto la Procura guidata da Antonio D'Amato ha sequestrato i telefonini per verificare le comunicazioni nei giorni prima del crollo.
Si continua a scavare alla ricerca degli ultimi due dispersi: Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya