Paternò
Bando per il palazzetto, sette associazioni chiedono la revoca
Gestione dell’impianto “Impastato”: le società sportive denunciano requisiti discriminatori e un eccessivo peso finanziario
In città resta aperta la questione legata al bando per l’affido in gestione del palazzetto dello sport “Peppino Impastato”. L’Ente prova, per la prima volta nella sua storia, a liberarsi della gestione dell’immobile di via Bologna, così come ha fatto qualche anno fa per la piscina “Giovanni Paolo II”, ma il tentativo, questa volta, non è indolore. Il motivo è legato all'avviso pubblico pubblicato dall’Ente che non piace alla maggior parte delle associazioni sportive. In sette hanno sottoscritto un documento dove esprimono tutte le loro perplessità.
A siglare la nota i gruppi: “Siciliamo”, “Le Racchette”, “Città Viva”, “New Victory”, “Volley club Accademy”, “Paternò Badminton” e “Paternò club” che nell’istanza depositata (questa è già la seconda) hanno chiesto il ritiro dell'avviso in autotutela. In particolare, le associazioni, come si evidenzia nella nota, contestano: la violazione del Codice dei contratti pubblici, con una potenziale situazione di conflitto di interessi in capo alla procedura. Barriere discriminatorie. In particolare i requisiti di 3 anni territoriali solo per le Asd (esentando Federazioni ed Enti) e divieto di partecipazione in forma aggregata (Ats/Rti), escludendo i piccoli sodalizi.
Le stesse associazioni evidenziano anche una possibile “trappola finanziaria”, con tariffe orarie bloccate ma accollo totale di utenze storiche e tributi, senza alcun piano economico finanziario di massima allegato. Da qui le loro proposte rispetto al modello proposto: Proponiamo modelli nazionali già attuati a Bologna, Firenze e Milano: co-progettazione, turnazione oraria controllata o clausole sociali di riserva per il territorio. In un Comune - si legge in una nota dei sette gruppi - gestito da una Commissione straordinaria, il ripristino della trasparenza e dell'imparzialità deve essere la priorità assoluta. Fidiamo in un intervento immediato.
I gruppi “Siciliamo”, “Le Racchette”, “Città Viva”, “New Victory”, inoltre, sono andati oltre ed attraverso l'avvocato Andrea Russo hanno presentato un’ulteriore nota, chiedendo sempre la revoca dell'avviso, mettendo in evidenza le presunte criticità rispetto all'atto predisposto dall'Ente.
Questo non è l’unico problema per il palazzetto dello sport, se tale si vuole ancora chiamare quella che oggi appare semplicemente come una palestra, che mostra gravi carenze strutturali. Diversi i punti critici legati alla struttura, come bagni e spogliatoi.
Per una città di 50mila abitanti occorrerebbe un nuovo palazzetto, dotato di tutti i comfort. A breve è prevista la costruzione di una tensostruttura nell’area esterna il palazzetto dello sport, ma di certo non è sufficiente a colmare le tante lacune.