s. giovanni la punta
No a tre commissioni d’inchiesta: tensione in aula
Consiglio comunale in subbuglio: respinte tre mozioni per commissioni d’inchiesta su Multiservizi Puntesi, Piano regolatore generale e dissesto; opposizione invoca trasparenza, maggioranza parla di rischio paralisi
Tensione nell’aula consiliare. L’opposizione, con i consiglieri Santo Trovato, Lorenzo Seminerio, Giovanni Bottino, Nicola Bertolo, Simone Coco e Antonella Riccobene, ha visto respingere tre mozioni volte a istituire altrettante commissioni d’inchiesta su temi caldi per la comunità: la gestione della Multiservizi Puntesi, il Piano regolatore generale e il dissesto finanziario.
Tre temi molto “caldi” sul territorio puntese. Un netto no che ha scatenato la reazione della minoranza, decisa a fare chiarezza sulla gestione passata.
«La trasparenza non dovrebbe mai fare paura», hanno dichiarato compatti i firmatari delle mozioni. «Non erano atti contro qualcuno, ma strumenti di legge per garantire trasparenza e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ogni voto è una scelta politica e comporta una responsabilità. Continueremo a chiedere controllo e legalità: conoscere la verità rende le istituzioni più credibili. Erano strumenti previsti dalla legge per fare chiarezza, garantire trasparenza e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Non si è fatta attendere la replica della presidente del Consiglio comunale, Simona Fiore, che ha rivendicato la linea della maggioranza. «Il voto sfavorevole non è una scelta di singoli, ma una decisione condivisa dall’intera maggioranza», ha precisato la presidente. «I consiglieri hanno il pieno diritto di effettuare gli accessi agli atti. Tuttavia, con un Comune in dissesto, non si possono paralizzare gli uffici con Commissioni retribuite».
Fiore ha poi lanciato un affondo politico: «Molti di chi oggi chiede Commissioni ha votato gli atti di Prg e bilancio nella scorsa consiliatura. La campagna elettorale è finita da un pezzo: occorre lavorare insieme per il bene del paese». Lo scontro resta aperto, tra accuse di ostruzionismo e la richiesta di guardare avanti per salvare l’Ente.