Gli assetti mafiosi
La guerra della droga a Trappeto Nord: quel debito di "Turi Palocco" coi Nizza e il piano per ucciderlo
Il racconto del pentito, citato nelle motivazioni della sentenza "Mercurio", incrociato con le attuali tensioni per il controllo dello spaccio
La piazza di spaccio di via Capo Passero è molto ambita dai clan. Controllare lo spaccio sotto i grattacieli di Trappeto Nord significa assicurarsi migliaia di euro al giorno da versare nella bacinella della consorteria mafiosa. La gestione del supermercato della droga è storicamente motivo di scontri, anche violenti, fra le famiglie mafiose. Non dimentichiamo che nel 2012 è stato ammazzato Alessandro Ponzo, uno dei principi della droga di via Capo Passero. Precisamente nella piazza di spaccio sotto i portici del civico 121, detta anche l’“angolo”, che ultimamente è stata anche teatro di fibrillazioni cocenti fra le giovani leve delle cosche mafiose. La sparatoria, con due feriti, in piazza Beppe Montana di un paio di mesi fa è stata una delle manifestazioni plastiche di questa “guerra” per il predominio a Trappeto nord.
Le tensioni, principalmente, hanno visto sfidarsi i Nizza, gruppo militare dei Santapaola, da un lato e i Cappello dall’altro. Un conflitto che ha radici ormai storiche. Il pentito Rosario Bucolo, ex numero 2 del gruppo mafioso del Castello Ursino, ha raccontato di quando le piazze di San Giovanni Galermo (la geografia mafiosa è diversa da quella urbanistica) le avrebbe gestite Salvatore Mirabella, conosciuto come Turi “palocco”, ma indicato con spregio da Bucolo con l’appellativo “suggi”. Mirabella, fino allo scoccare del blitz Ombra, è stato degli uomini di fiducia di Ciccio Russo, l’ultimo rappresentante provinciale dei Santapaola. Il verbale è contenuto nelle motivazioni della sentenza del processo abbreviato “Mercurio”.
«Mirabella - racconta il pentito - aveva avuto un problema con i Nizza. Lui, Mirabella, insieme a Corallo Andrea gestiva all'epoca, nel 2013, le piazze di San Giovanni Galermo e dovevano dare 4.000 euro a settimana a Daniele Nizza, ovvero Mirabella doveva comprare la droga dai Nizza, gestire le piazze di San Giovanni Galermo e pagare la somma appena detta ai Nizza. Ma Mirabella riuscì a pagare questi soldi solo il primo periodo dal momento che poi perse il controllo delle piazze di San Giovanni che passarono sotto il controllo dei Cappello. Mirabella poi viene arrestato motivo per il quale i Nizza non gli chiesero più denaro. Il fatto che Mirabella doveva tutto questo denaro ai Nizza è stato uno dei motivi per i quali Mirabella nel 2019, quando è stato scarcerato è tornato al gruppo del Castello».
E Mirabella sarebbe stato anche bersaglio di un attentato, però mai realizzato. «Luca Di Gaetano mi racconta anche che Andrea Nizza voleva uccidere Mirabella e Corallo proprio per questo problema della piazza di San Giovanni Galermo e che solo grazie all’intervento di Ernesto Marletta (all’epoca capo del gruppo del Castello Ursino e morto poco tempo fa, ndr) i due sono ancora vivi».