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Antimafia

Cassarà, il vicequestore che sfidò Cosa nostra, 41 anni dopo l'omicidio

La Polizia di Stato ricorda il sacrificio del vicequestore che fornì le prove per il Maxiprocesso e l'operazione Pizza Connection, con lui fu ucciso anche l'agente Roberto Antiochia

06 Agosto 2026, 10:41

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Cassarà, il vicequestore che sfidò Cosa nostra, 41 anni dopo l'omicidio

Sono passati 41 anni dall'omicidio di Ninni Cassarà. Il 6 agosto 1985 in via Croce Rossa a Palermo, all’età di soli 38 anni, veniva assassinato Ninni Cassarà, vicequestore aggiunto e vicedirigente della Squadra mobile, da sempre in prima linea contro il crimine organizzato.

Insieme a lui perse la vita l’agente di scorta Roberto Antiochia, mentre l’altro agente presente, Natale Mondo, riuscì a salvarsi miracolosamente riparandosi sotto l’automobile di servizio.

Cassarà rappresentava uno dei più stretti e fidati collaboratori del giudice Giovanni Falcone, distinguendosi per un’eccezionale competenza professionale e una profonda conoscenza delle dinamiche mafiose.

Il suo lavoro a stretto contatto con il pool antimafia fu determinante per ricostruire nei minimi dettagli la complessa mappa del potere criminale emergente e i fattori che, a seguito della sanguinosa guerra di mafia del 1981, avevano sancito l’ascesa inarrestabile del clan dei Corleonesi guidato da Totò Riina, Bernardo Provenzano e Luciano Leggio.

Il rigoroso patrimonio informativo da lui raccolto sul campo si sarebbe rivelato decisivo, a un anno di distanza dal suo barbaro omicidio, per la formulazione dei capi d’accusa e l’avvio del celebre Maxiprocesso di Palermo.

Il vicequestore si era inoltre distinto a livello internazionale partecipando da protagonista alla famosa operazione Pizza Connection, una vasta e complessa indagine coordinata dal pool insieme all’Fbi e alla Polizia italiana per disarticolare il traffico di stupefacenti tra la Sicilia e gli Stati Uniti.

Il contesto di quei giorni a Palermo era drammatico: appena una settimana prima dell’eccidio di via Croce Rossa, Cosa nostra aveva eliminato a Porticello Giuseppe Montana, altro stimato commissario della Squadra mobile e intimo collaboratore di Cassarà.

Nel primo pomeriggio di quel tragico 6 agosto, verso le 14.30, il vicequestore stava facendo rientro a casa quando fu sorpreso dall’imboscata dei killer, che aprirono improvvisamente il fuoco da una finestra del palazzo di fronte alla sua abitazione. Per l’eccidio vennero in seguito identificati come esecutori materiali Antonino Madonia, Giuseppe Greco e Giuseppe Giacomo Gambino.

Nel tempo sono state organizzate diverse cerimonie commemorative ufficiali per rendere omaggio alla memoria e al sacrificio dei due servitori dello Stato, tra cui la deposizione di corone d’alloro alla presenza delle massime autorità civili, militari e dei familiari delle vittime, a testimonianza di un’eredità morale e di un impegno nella lotta alla mafia che continuano a rimanere attuali ed esemplari.

Dalle 10 di stamattina la polizia, in occasione ricorda il vice questore aggiunto Antonino Cassarà e l’agente Roberto Antiochia, con la deposizione di una corona d’alloro. A seguire, verrà celebrata una messa presso nella cappella della caserma Pietro Lungaro.