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Tremestieri

Truffa del “falso carabiniere”, rubano gioielli ad un’anziana: arrestati in due

Sono stati incastrati grazie al contributo delle immagini di videosorveglianza. In fase di identificazione un terzo complice

06 Agosto 2026, 18:34

18:41

Truffa del “falso carabiniere”, rubano gioielli ad un’anziana: arrestati in due

Una telefonata allarmante, la voce ferma di un finto maresciallo dell’Arma e il panico indotto in una anziana per farle consegnare tutti i suoi preziosi. Un copione purtroppo già visto, quello del cosiddetto “falso carabiniere”, ma che stavolta si è concluso con le manette per due responsabili.

I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gravina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di due uomini di 49 e 29 anni, residenti rispettivamente a Catania e Misterbianco. Entrambi sono ritenuti gravemente indiziati di furto in abitazione pluriaggravato. I fatti risalgono allo scorso 16 febbraio e sono avvenuti a Tremestieri Etneo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la trappola è scattata quando un terzo complice - al momento ancora in fase di identificazione - ha contattato telefonicamente la vittima. Spacciandosi per un ufficiale dei carabinieri, l’interlocutore ha convinto l’anziana che fosse necessario un controllo urgente sui gioielli custoditi in casa, sostenendo che l’ispezione servisse nell’ambito di un’indagine su un presunto furto avvenuto in una gioielleria della zona.

Mentre la donna era in stato di forte agitazione, si è presentato alla sua porta un secondo malvivente, qualificatosi come il “collega” incaricato di fotografare e verificare l’oro. Sfruttando la totale buona fede dell’anziana e un suo momento di distrazione, l’uomo si è impossessato di tutti i preziosi già predisposti sul tavolo. A quel punto si è dato a una rapida fuga verso un’auto che lo attendeva in strada con a bordo il conducente, pronto a ripartire a tutta velocità.

Le indagini, avviate immediatamente dai carabinieri di Gravina e coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono avvalse dell’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, di riscontri tecnici e di tempestivi accertamenti sul territorio. L’imponente quadro indiziario ha convinto il giudice per le indagini preliminari a disporre la custodia cautelare in carcere per il 29enne e gli arresti domiciliari per il 49enne. Per entrambi resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.