notte di paura
Auto in fiamme a Realmonte, distrutta la Mercedes dell'assessore Sciarrone: la Procura apre un'inchiesta
Il rogo ha carbonizzato il mezzo dell'esponente politico e devastato l'auto di una vicina
Sarà l’inchiesta coordinata dalla Procura di Agrigento a fare luce sull’incendio dall’origine incerta che ieri notte ha devastato l'autovettura di proprietà dell’assessore comunale al territorio, ambiente e sanità del Comune di Realmonte, Antonino Sciarrone, sessantenne.
Ad occuparsi dell’attività investigativa sono i carabinieri della locale Stazione, unitamente ai loro colleghi del nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Agrigento.
E i militari, con la collaborazione dei vigili del fuoco, già dalle prime luci di ieri e per tutta la giornata, non si sono fermati un solo attimo per fare chiarezza sull’accaduto.
Se fosse confermato il dolo si tratterebbe di un grave atto intimidatorio dalle circostanze inquietanti e preoccupanti. Ma anche misteriose.
«Auspichiamo si tratti di un corto circuito», le uniche parole uscite dal Municipio.
Le fiamme hanno avvolto e carbonizzato la Mercedes classe C appartenente all'esponente politico, e il rogo in poco tempo si è propagato devastando una seconda vettura, una Volkswagen Fox, di proprietà di una vicina di casa.
I due mezzi si trovavano parcheggiati, uno accanto all’altro, nel rione balneare di Punta Grande, nelle vicinanze delle abitazioni dei proprietari.
Chiamati dai residenti della zona, sul luogo dell’accaduto sono accorsi i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento, che dopo aver domato le fiamme ormai attecchite su tutta la parte anteriore della Mercedes e su quasi tutta la carrozzeria della Volkswagen, hanno messo in sicurezza l’area interessata.
Nel corso del sopralluogo non sono saltati fuori indizi per confermare che la scintilla iniziale è stata appiccata da un incendiario: né tracce di liquido infiammabile, né bottigliette o contenitori.
I pompieri non si sono sbilanciati: le cause sono in corso di accertamento. Nessuna ipotesi è privilegiata: dal dolo al fatto accidentale.
L’assenza di impianti di videosorveglianza complica non poco le indagini.
I carabinieri hanno informato il magistrato di turno e avviato l’attività investigativa con la collaborazione degli esperti della scientifica.