Protesta
Ambulanza del 118 bloccata a Lipari: i soccorritori rinunciano ai turni per i costi dei traghetti
Gli interventi nell'isola garantiti con ambulanze ospedaliere. A fare sentire la propria voce anche otto sindaci di isole minori che chiedono la sospensione dei rincari sui biglietti dei traghetti
L’ambulanza del 118 in servizio a Lipari è rimasta ferma nel cortile dell’ospedale per la mancanza di personale soccorritore. Lo stop è stato comunicato ufficialmente alla centrale operativa del Seus 118. I soccorritori chiamati a sostituire i colleghi assenti per ferie o malattia, provenienti dalla terraferma, rinunciano infatti al servizio anche a causa degli elevati costi dei collegamenti marittimi. Per garantire gli interventi in emergenza è stata utilizzata un’ambulanza dell’ospedale normalmente destinata al trasferimento dei pazienti.
Attualmente gli operatori del 118 impegnati nelle Eolie non beneficiano della gratuità del trasporto prevista per altre categorie, né delle agevolazioni riservate ai residenti. Per raggiungere Lipari un soccorritore deve sostenere una spesa di circa 50 euro tra andata e ritorno, costo destinato ad aumentare con il previsto rincaro del 18% delle tariffe dal 10 agosto.
E sul rincaro dei biglietti dei traghetti intervengono anche otto sindaci di isole minori che chiedono "l'immediata sospensione dell’aumento del 18% delle tariffe annunciato dalla Società di navigazione Siciliana con decorrenza dal 10 agosto", esprimendo «forte preoccupazione per gli effetti del rincaro su residenti, passeggeri, veicoli privati e commerciali» ed evidenziando come «la misura rischi di aggravare il già elevato costo della vita nelle isole».
Ai maggiori prezzi dei carburanti, dell’energia e della logistica, spiegano, si aggiungono ora nuovi oneri destinati a pesare su famiglie, imprese, attività turistiche e sull'approvvigionamento delle merci.
Secondo gli amministratori locali, il problema non riguarda soltanto l’aumento del costo di un servizio, ma il diritto delle comunità insulari a beneficiare di una reale continuità territoriale, che deve garantire collegamenti accessibili e sostenibili. Per questo è stato rivolto un appello alle istituzioni nazionali e regionali affinché intervengano per bloccare gli aumenti e affrontare in modo strutturale una questione che si ripresenta ciclicamente.
«Le isole - affermano - non possono continuare a subire soluzioni emergenziali: servono certezze per consentire alle famiglie di programmare il proprio futuro, alle imprese di investire e agli operatori turistici di potere competere».