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L'indagine

«Sono pentito», le parole dell'aggressore di Riesi davanti al giudice

Poche dichiarazioni spontanee e silenzio davanti al gip per la difesa di Gaetano Pirrello

07 Agosto 2026, 17:25

17:30

«Sono pentito», le parole dell'aggressore di Riesi davanti al giudice

Un silenzio rotto solo da poche parole, gravide di tensione emotiva: «Sono pentito». Si è svolto così, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna, l’interrogatorio di garanzia di Gaetano Pirrello, 55 anni, di Riesi, arrestato con l’accusa di duplice tentato omicidio.

L’indagato, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha rilasciato dichiarazioni spontanee sostenendo di aver agito in preda a un forte stato confusionale. L’episodio risale all’aggressione in contrada Trabia, area rurale nelle campagne riesine, dove Salvatore Cutaia, 58 anni, e Alessandra Mencarelli, 40, sono rimasti gravemente feriti in quello che gli investigatori definiscono un agguato di eccezionale ferocia.

Le vittime sarebbero state raggiunte da colpi d’arma da fuoco e da numerose coltellate, una sequenza ravvicinata e violentissima che esclude la casualità. Secondo gli inquirenti, il fatto non appare isolato ma maturato all’interno di una specifica trama relazionale. Procura e carabinieri, che dirigono le indagini, privilegiano la pista delle «ragioni sentimentali» come possibile movente, scartando al momento legami con la criminalità organizzata o contese di natura economica.

Mentre l’inchiesta muove i primi passi per ricostruire con precisione l’ordine dei colpi, le traiettorie balistiche e i rapporti pregressi tra i protagonisti, si apre il confronto sulla misura cautelare: la Procura chiede la conferma della custodia in carcere, ritenendo grave il quadro indiziario; la difesa di Pirrello, rappresentata dall’avvocato Giovanni Pace, invoca una soluzione meno afflittiva, richiamando l’alterazione emotiva dell’uomo al momento dei fatti.

La decisione spetta ora al gip. Per ragioni di competenza territoriale, tuttavia, il fascicolo passerà a breve dalla Procura di Enna a quella di Caltanissetta.