il caso
Sostanze nocive nel pozzo, scatta l'inchiesta: indagato il sindaco di Ravanusa
Riflettori accesi sul Cianciaramito mentre la magistratura iscrive nel registro degli indagati il primo cittadino
Svolta giudiziaria a Ravanusa, in provincia di Agrigento: il sindaco Salvatore Pitrola è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di commercio di sostanze alimentari nocive.
L’inchiesta riguarda l’attivazione del pozzo “Cianciaramito”, impianto messo in funzione per fornire acqua ad uso non potabile alla popolazione nel pieno della grave emergenza idrica che sta colpendo la comunità locale.
Nella giornata odierna, non appena ricevuto l’avviso di garanzia, Pitrola ha revocato l’ordinanza che consentiva l’attingimento dal pozzo.
Contestualmente, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo dell’infrastruttura idrica.
Pur a fronte dell’apertura del fascicolo, il primo cittadino ha rivendicato la correttezza del proprio operato, dichiarando: «Ho la serenità d’animo di chi ha cercato di rispondere al grido di dolore della propria comunità».
Il sindaco ha sottolineato la natura sociale del provvedimento revocato, spiegando che l’obiettivo principale era garantire e tutelare il «diritto fondamentale all’acqua» dei residenti.
Pitrola si è infine detto pronto a difendersi in ogni sede per dimostrare la sua totale estraneità alle accuse.