Rione Taormina, conclusa la fase della demolizione delle prime baracche
vecchie “casette”. Liberata una porzione di territorio di 5600 mq Adesso verrà realizzata la bretella di via Quindo Ennio con Maregrosso
Con l’ultimo colpo di ruspa si chiude un’altra fase del percorso di risanamento del rione Taormina. Sono state completate le demolizioni delle prime baracche nell’area della zona Sud, destinata in futuro a progetti di rigenerazione urbana. Ad oggi, in questo ambito, sono stati liberati circa 5.600 mq di superficie, restituendo alla città una porzione di territorio a lungo segnata dalla presenza delle vecchie casette.
Le operazioni di sgombero, disposte dalla Struttura commissariale per il risanamento, hanno interessato il tratto compreso tra l’incrocio con via Ennio Quinto, l’angolo con via Fermi e il viale Gazzi. Complessivamente, dall’avvio degli interventi nei lotti 1 sub A e 2 sub A, l’impresa Cericola, aggiudicataria dell’appalto, ha demolito circa 80 baracche, portando avanti un intervento che sta progressivamente cambiando il volto della storica baraccopoli di Messina, seconda per dimensioni solo a quella di Fondo Fucile, già interamente rasa al suolo quattro anni fa. L’ultima fase delle demolizioni era stata avviata il 14 aprile scorso, dopo un incendio che aveva devastato alcuni degli alloggi fatiscenti rimasti vuoti. Le casette, infatti, dopo il trasferimento delle famiglie nelle nuove abitazioni, erano diventate ricettacolo di rifiuti e materiali abbandonati.
Nel giro di un anno, da marzo 2025 ad aprile scorso, sono stati complessivamente tre gli incendi che hanno interessato le baracche sgomberate. A verificare lo stato dei lavori eseguiti negli ultimi mesi è stato il subcommissario Santi Trovato, che ha effettuato un sopralluogo insieme ai tecnici della Struttura commissariale, constatando il rispetto del cronoprogramma concordato con l’impresa.
L’attività delle ruspe, tuttavia, non si è limitata ai due lotti appena conclusi. Gli interventi hanno interessato anche il lotto 3 sub A, in via Ennio Quinto, e il lotto 5 sub A, consentendo di liberare dalle baracche un’area complessiva di oltre 10 mila mq, sui circa 45 mila che costituiscono l’intero quartiere. Tra i lavori già completati assume particolare rilievo quello di via Ennio Quinto, dove nei mesi scorsi è stata sgomberata un’intera zona, recuperando un asse viario destinato ad assumere un ruolo strategico nella mobilità cittadina. La strada, collegandosi con via Don Blasco, potrà diventare uno snodo importante per i collegamenti viari. Via Taormina si trova a poche centinaia di metri dal capolinea del tram, dal Policlinico, dallo svincolo di Gazzi, dalla Zir e dallo stadio Celeste. Qui, a breve, dovrebbe essere avviato l’appalto, del valore di oltre un milione di euro, gestito da Palazzo Zanca per la costruzione della nuova strada. Il progetto è già stato redatto e i fondi che il Comune intende destinare all’intervento sono quelli della Fua. Il programma di demolizioni, però, non è ancora concluso. Il futuro del rione Taormina appare segnato in positivo. Le ruspe potranno tornare in azione non appena altre 13 famiglie, quelle che lo scorso 8 giugno hanno ricevuto le chiavi delle nuove abitazioni, avranno completato i trasferimenti.
Alla base dei risultati raggiunti c’è anche la scelta di suddividere gli ambiti di risanamento in lotti e sublotti, una modalità che consente di intervenire progressivamente su aree omogenee e di restituirle alla fruizione dei cittadini senza dover attendere il completamento dell’intero programma. La demolizione delle ultime baracche rappresenta così un ulteriore passo nel processo di trasformazione del rione Taormina: da un’area caratterizzata dal degrado e da insediamenti ormai dismessi a uno spazio che potrà essere progressivamente recuperato e restituito alla comunità. Cosa sarà realizzato in quella vasta porzione di territorio non è stato ancora deciso. Ma l’eliminazione delle baracche rappresenta già un obiettivo raggiunto.