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8 agosto 2026 - Aggiornato alle 19:07
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l'eruzione

L'Etna non dà tregua, si apre una nuova bocca in Valle del Bove: il punto dell'INGV

La terra si spacca a quota 2360 metri con spettacolari flussi piroclastici e colate di lava che ridisegnano i fianchi del vulcano attivo più alto d'Europa

08 Agosto 2026, 18:36

18:40

L'Etna non dà tregua, si apre una nuova bocca in Valle del Bove: il punto dell'INGV

L’attività eruttiva dell’Etna ha subito una nuova e marcata impennata. L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) segnala il perdurare di un’intensa attività esplosiva alla Voragine, scandita da un’alternanza di fasi più energiche e momenti a minore intensità.

Il fenomeno è alimentato da almeno tre aperture attive situate tra la Voragine e il Cratere di Sud-Est. Il quadro rimane estremamente dinamico anche sui fianchi del vulcano, dove si registrano nuove linee eruttive.

La bocca apertasi il 7 in Valle del Leone, a un’altitudine di circa 2.750 metri, continua a nutrire un articolato campo lavico: il fronte attivo, dopo aver oltrepassato Monte Simone, si è attestato attorno a quota 1.850 metri alle 10:30.

Poco prima, alle 09:28 di oggi, si è improvvisamente aperta una nuova frattura in Valle del Bove, nei pressi di Monte Rittmann, a circa 2.360 metri di elevazione. La nascita di questa fessura è stata accompagnata dal cedimento e dalla rapida mobilitazione di materiale incoerente, che ha generato due modesti flussi piroclastici. Il campo lavico associato ha spinto il fronte più avanzato fino a quota 2.100 metri intorno alle 11:00.

I parametri strumentali confermano lo stato di marcata agitazione del vulcano. Il tremore sismico resta stabile su valori elevati ed è localizzato in corrispondenza del cratere della Voragine, a circa 3.000 metri s.l.m. Nella medesima area sommitale si osserva anche un lieve incremento sia nel numero sia nell’energia degli eventi infrasonici.

Sul fronte delle deformazioni del suolo, le reti di monitoraggio GNSS e clinometriche non evidenziano variazioni macroscopiche significative; tuttavia, le stazioni di vetta continuano a registrare il cambio di tendenza iniziato il 6 agosto. In particolare, presso la stazione Cratere del Piano è stata rilevata la variazione massima, pari a circa 5,7 microradianti.