Nel Trapanese
Videosorveglianza inchioda padre e figlio dopo due accoltellamenti: vanno ai domiciliari
I due atti erano commessi a Marsala nello stesso giorno: i due con il braccialetto elettronico
Indagano su di un accoltellamento, e ne scoprono due. Vittime diverse, ma per la procura che coordina le indagini dei carabinieri, gli autori sarebbero gli stessi, Giuseppe Barsalona e suo figlio, ora agli arresti domiciliari. In apparenza una duplice lite, per ragioni non chiare, diverse sono le vittime, tutte e due giovani. I due episodi sono avvenuti il 2 agosto: il primo, meno grave, verso mezzogiorno; l'altro, per la quale sono scattati gli arresti, nel tardo pomeriggio, sempre in via Salemi, nei pressi di un bar e con non pochi testimoni, rimasti impassibili. Nessuno, vedendo i coltelli che sono spuntati tra le mani di alcuni, ha dato allarme alle forze dell'ordine.
A tradire queste scene sono state le immagini che i carabinieri hanno estratto dalla videosorveglianza. I due Barsalona, sono stati arrestati appena tre giorni dopo l'accaduto: il 5 agosto i militari hanno eseguito perquisizioni e provvedimenti restrittivi. Una indagine rapida, coordinata dal procuratore Fernando Asaro, e che ha puntato direttamente sui responsabili, inquadrati perfettamente dall'occhio delle video camere. Il gip del Tribunale ha emesso un’ordinanza per gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Padre e figlio sono indagati per tentate lesioni personali gravi e porto illegale di coltello. I carabinieri la sera del 2 agosto erano stati avvertiti dall'ospedale "Paolo Borsellino" di un uomo arrivato al pronto soccorso con gravi ferite da arma da taglio. Nonostante la reticenza della persona a raccontare quanto gli era accaduto, i carabinieri procedevano ad acquisire le immagini della zona dove l'uomo è stato soccorso. Dalla videosorveglianza di un bar, dentro al quale l'uomo era stato ferito, i militari non solo acquisivano notizie sull'accoltellamento per il quale si stavano occupando, ma ne trovavano un altro, avvenuto alcune ore prima. Stesse modalità, con esiti diversi. In mattinata a essere preso di mira è stato un giovane che è riuscito a opporre resistenza, in due - padre e figlio - lo feriscono leggermente a una mano e fuggono via (per questo fatto sono solo denunciati per minacce gravi), con un'auto dove c'era una persona alla guida che li aspettava. Nel tardo pomeriggio la lite è parecchio più violenta, i due - padre e figlio - entrano nel bar, avvicinano la vittima, poche parole e scatta l'aggressione, e poi i fendenti. E infine la fuga, identica a quella della mattina, con un terzo complice. Le indagini adesso proseguono per chiarire se i due fatti siano collegati ed i relativi moventi. I due indagati davanti al gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Come le vittime e i testimoni, tutti silenziosi.