Nel Trapanese
Bimbo morto dopo il parto: indagini su medici, infermieri e altri operatori sanitari
Autopsia e accertamenti istologici per chiarire cosa sia accaduto
Sono nove i medici indagati in un'inchiesta aperta dalla Procura di Trapani dopo la morte di un neonato, a poche ore dalla nascita. La morte del piccolo risale al 25 luglio scorso, all'interno del reparto di terapia intensiva neonatale del Sant'Antonio Abate.
Il parto però era avvenuto nell'ospedale «Abele Ajello» di Mazara del Vallo. L'apertura dell'indagine è stata decisa dopo che la stessa direzione del reparto ha notiziato la magistratura. Ad essere finito sotto inchiesta è il personale sanitario, medico, infermieristico, e operatori ospedalieri, che si sono occupati, a vario titolo, della madre e del neonato. Iscrizioni nel registro degli indagati più che altro necessarie per eseguire l'autopsia, e dare la possibilità di nominare eventuali consulenti di parte.
All'esito dell'esame autoptico verranno individuati dalla Procura gli eventuali principali indagati tra i nove, per adesso raggiunti dall'avviso di reato per omicidio colposo. Oppure procedere all'archiviazione dell'indagine, se non emergeranno profili di possibile responsabilità penale.
Sono nove i medici indagati in un'inchiesta aperta dalla Procura di Trapani dopo la morte di un neonato, a poche ore dalla nascita. La morte del piccolo risale al 25 luglio scorso, all'interno del reparto di terapia intensiva neonatale del Sant'Antonio Abate.
Il parto però era avvenuto nell'ospedale «Abele Ajello» di Mazara del Vallo. L'apertura dell'indagine è stata decisa dopo che la stessa direzione del reparto ha notiziato la magistratura. Ad essere finito sotto inchiesta è il personale sanitario, medico, infermieristico, e operatori ospedalieri, che si sono occupati, a vario titolo, della madre e del neonato. Iscrizioni nel registro degli indagati più che altro necessarie per eseguire l'autopsia, e dare la possibilità di nominare eventuali consulenti di parte.
All'esito dell'esame autoptico verranno individuati dalla Procura gli eventuali principali indagati tra i nove, per adesso raggiunti dall'avviso di reato per omicidio colposo. Oppure procedere all'archiviazione dell'indagine, se non emergeranno profili di possibile responsabilità penale.
A coordinare l'indagine è il sostituto procuratore Umberto Nappi. Sul suo tavolo dovranno giungere gli accertamenti per stabilire se sono stati commessi errori da "malasanità", o se il decesso è avvenuto per complicanze estranee a responsabilità dei camici bianchi.
Al momento, secondo alcune indiscrezioni, sembra prevalere, all'esito dell'autopsia, quest'ultima ipotesi. I risultati dell'esame medico legale verranno depositati nelle prossime settimane. A dare alla luce il piccolo è stata una donna di origine tunisina, naturalizzata italiana, residente a Mazara, che era rientrata dal proprio paese di origine, proprio per la prevista induzione al parto che era stata organizzata per quei giorni di luglio. In sala parto però sarebbero insorti dei problemi che hanno costretto i medici ad effettuare un parto cesareo, e mentre la donna veniva ricoverata, senza particolari gravi conseguenze, il neonato veniva trasferito a Trapani, in terapia intensiva, perché già al momento della nascita aveva avuto bisogno di manovre di rianimazione. Purtroppo dopo 24 ore dal ricovero, il piccolo cessava di vivere. Da qui l'indagine che tocca il personale medico di Mazara del Vallo, che ha operato in sala parto. Il pm Nappi oltre che alla relazione medico legale, attende anche i risultati di alcuni accertamenti istologici.
A coordinare l'indagine è il sostituto procuratore Umberto Nappi. Sul suo tavolo dovranno giungere gli accertamenti per stabilire se sono stati commessi errori da "malasanità", o se il decesso è avvenuto per complicanze estranee a responsabilità dei camici bianchi.
Al momento, secondo alcune indiscrezioni, sembra prevalere, all'esito dell'autopsia, quest'ultima ipotesi. I risultati dell'esame medico legale verranno depositati nelle prossime settimane. A dare alla luce il piccolo è stata una donna di origine tunisina, naturalizzata italiana, residente a Mazara, che era rientrata dal proprio paese di origine, proprio per la prevista induzione al parto che era stata organizzata per quei giorni di luglio. In sala parto però sarebbero insorti dei problemi che hanno costretto i medici ad effettuare un parto cesareo, e mentre la donna veniva ricoverata, senza particolari gravi conseguenze, il neonato veniva trasferita a Trapani, in terapia intensiva, perché già al momento della nascita aveva avuto bisogno di manovre di rianimazione. Purtroppo dopo 24 ore dal ricovero, il piccolo cessava di vivere. Da qui l'indagine che tocca il personale medico di Mazara del Vallo, che ha operato in sala parto. Il pm Nappi oltre che alla relazione medico legale, attende anche i risultati di alcuni accertamenti istologici.