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emergenza idrica

Ravanusa, il sindaco indagato: "Ho solo ascoltato il grido disperato dei miei cittadini"

La riapertura del pozzo di Cianciaramito: "Piena fiducia nei giudici, ma non potevo lasciare la gente a secco"

09 Agosto 2026, 11:13

11:20

Sorveglianza tele vigilata per il sindaco Pitrola dopo l’intimidazione

Salvatore Pitrola

Piena fiducia nella magistratura. La riapertura del pozzo di Cianciaramito e la consegna di acqua ai cittadini tramite i volontari con le loro autobotti è stata una decisione presa in un momento di profonda crisi idrica a Ravanusa. Ho semplicemente raccolto un grido disperato della mia gente che chiedeva di fare arrivare acqua nelle loro case. Un malumore collettivo che poteva sfociare anche in problemi per l’ ordine e la sicurezza pubblica. ”

Sono le parole di sindaco Salvatore Pitrola l’indomani dell’ avviso di garanzia che gli è stato notificato dalla Procura di Agrigento contestualmente al sequestro del pozzo di Cianciaramito.

In queste ore sono tantissimi i cittadini di Ravanusa che si sono stretti attorno al loro sindaco.

Pitrola ha avuto il “coraggio” di proclamare lo stato di crisi idrica in un momento in cui a Ravanusa non arrivava una goccia d’acqua a causa dei continui guasti lungo la condotta e la città era in piena emergenza con la gente esasperata.

“In queste ore – continua Pitrola – la protezione civile mi diffida per la consegna dell’autobotte che è stata finanziata al comune. Il sindaco spogliato di tutto quello che poteva fare per dare una mano d’aiuto alla stessa Aica.

A questo punto l’azienda idrica dei comuni agrigentini – aggiunge il capo dell’amministrazione – ha il dovere di dare risposte alla nostra popolazione attraverso l’erogazione di acqua corrente tutti giorni. Nel 2026 non si può ricevere acqua nelle proprie case una volta ogni dieci-quindici giorni.

Poi ci sono casi drammatici – continua il sindaco di Ravanusa – come quello di una mamma con tre figli piccoli e con il marito attualmente in carcere. Famiglia non allacciata ad Aica e della quale si è presa carico i nostri uffici della solidarietà sociale. La domanda è una: l’acqua a questa persone la deve fare arrivare il soggetto gestore oppure chi li rifornirà visto che da giorni ormai sono rimasti letteralmente a secco?

Spero – conclude Salvatore Pitrola – che nella città che amministro la situazione dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico si possa stabilizzare. Non possiamo continuare a reclamare quello che dovrebbe essere invece un diritto: avere acqua nelle nostre case tutti i giorni”.

Nelle parole del sindaco di Ravanusa si legge tanta ma tanta amarezza. Pitrola in queste ore è stato fatto oggetto di tanti messaggi di solidarietà da parte dei suoi concittadini e non solo. Una solidarietà bipartisan da destra a sinistra perchè quando si parla di acqua si parla di un diritto che deve essere garantito a tutti.