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10 agosto 2026 - Aggiornato alle 10:16
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Da simbolo a discarica

Faro di Capo Murro di Porco abbandonato e invaso dai rifiuti

Materiali di cantiere, macerie e recinzioni divelte intorno alla torre: il comitato denuncia incuria e chiede bonifica urgente.

10 Agosto 2026, 08:58

09:00

Faro di Capo Murro di Porco abbandonato e invaso dai rifiuti

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Doveva essere il recupero di uno dei simboli più suggestivi della costa siracusana. È diventato, invece, il teatro di un lungo e paradossale stallo amministrativo oltre che discarica abusiva.

Il Faro di Capo Murro di Porco, all’estremità della Penisola della Maddalena, appare oggi circondato da macerie, materiali di risulta e strutture di cantiere abbandonate.

Un’immagine che, secondo Pippo Ansaldi del Comitato Parchi, rappresenta «l’emblema della mediocrità nella gestione del territorio».

Il faro, la cui edificazione risale al 1859 e che fu formalmente classificato come mezzo di segnalamento nel 1867, è da oltre un secolo un punto di riferimento del paesaggio della costa sud-orientale siciliana.

La caratteristica torre decagonale bianca, alta circa 20 metri, domina un tratto di costa segnato da alte falesie e da un ambiente di particolare pregio naturalistico.

Con il progetto di valorizzazione e affidamento ai privati nell’ambito dell’iniziativa “Valore Paese –Fari”, avrebbe dovuto essere trasformato in una struttura ricettiva.

Un progetto che, tuttavia, è rimasto impantanato tra autorizzazioni, vincoli ambientali e contenziosi, fino all’annullamento dei permessi edilizi.

Nel frattempo, lo Stato avrebbe investito circa 147 mila euro per interventi di messa in sicurezza.

«A distanza di anni, il risultato è sotto gli occhi di chiunque raggiunga il promontorio – constata Ansaldi – materiali inerti, calcinacci e scarti provenienti dai lavori rimasti incompiuti sono stati lasciati sul posto, accumulandosi lungo i percorsi che circondano il faro. Una ridicola e precaria rete di recinzione metallica, installata con la presunta intenzione di interdire l'area per "rischio crolli", giace oggi completamente divelta e abbattuta».

La vicenda del Faro di Capo Murro di Porco diventa così, nelle parole dello storico ambientalista siracusano, «la metafora di un territorio lasciato ostaggio dell’incuria, dei rimpalli burocratici e dell’assenza di una strategia».

«Siamo di fronte a un'immagine ambientale mortificata da anni di incuria e rimpalli burocratici – afferma Pippo Ansaldi – il totale stallo amministrativo, con lo Stato che spende decine di migliaia di euro in lavori di somma urgenza e i cantieri privati bloccati dalle normative ambientali calpestate. È l'ennesima prova di una gestione del territorio approssimativa, irrispettosa e fallimentare».

«Non siamo più disposti ad assistere in silenzio a questa agonia», conclude Ansaldi che chiede la risoluzione dei contratti in essere per presunta inadempienza, la bonifica urgente dell’area dai materiali e dai rifiuti abbandonati e la restituzione del Faro alla piena fruizione pubblica.