Palermo
Fondi sfumati per la riqualificazione della foce dell’Oreto, il Comune a caccia di soldi
L’assessore Alongi: «Trattative con la Regione». Sedici sindaci della provincia a Lagalla: «Per noi persi 12 milioni»
Non basta: sedici sindaci delle aree madonita e corleonese, penalizzati per quasi 12 milioni di euro «a valere sul Pn Metro Plus e Città Medie Sud», dal «mancato riconoscimento all’Autorità urbana di Palermo», hanno scritto per denunciare la “sparizione” di 11,9 milioni di euro in quota flessibilità, chiedendo al sindaco metropolitano Roberto Lagalla di tutelare i progetti in sede di destinazione dell’avanzo di gestione. Si tratta di Alimena, Aliminusa, Castelbuono, Collesano, Gratteri, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, San Mauro Castelverde, Sciara, Scillato, Valledolmo, Palazzo Adriano, Campofelice di Fitalia, Giuliana e Campofiorito. Tornando al taglio Pn Metro Plus, alla misura non è seguita quella che Ceglia e Cimò definirono il 21 maggio, in piena ouverture di requiem, l’auspicata «conclusione del negoziato con l’Autorità di gestione e con il gabinetto del ministro». Un carteggio del quale chiese copia, allora, il consigliere pentastellato Antonino Randazzo.
Spiragli. L’assessore comunale all’Ambiente, Pietro Alongi, si dice consapevole della «rilevanza dell’opera sulla Foce dell’Oreto (che da sola vale oltre una dozzina di millioni, oltre ai 5,2 per Villa Turrisi e a un’altra decina per Vergine Maria, ndr) nell’ottica dell’intera rigenerazione della costa Sud». E rilancia: «Siamo al lavoro per la riprotezione immediata delle opere con fondi regionali». È notizia di queste ultime ore il primo incontro al dipartimento della Programmazione di Palazzo d’Orléans, con il dirigente generale Vincenzo Falgares, responsabile dei fondi strutturali Ue e delle politiche di sviluppo e coesione. A proposito di Regione, suona quasi beffardo l’approdo del progetto dell’Oreto al carnet pieno delle autorizzazioni ambientali del Territorio e ambiente, con la firma sul relativo decreto, a oltre tre anni dall’inizio dell’iter, da parte dell’assessore regionale Giusi Savarino, che lascia intendere l’importanza del via libera, atto fondamentale nel cassetto mentre il Comune pela la gatta del reperimento di altre fonti finanziarie.
Di rimando, il 5 stelle Randazzo: «Chiediamo a Savarino se sia consapevole che il governo nazionale ha tagliato non una, ma ben due volte, prima sulla Rigenerazione e poi sul Pn Metro Plus. Potrebbe aiutarci a capire, assieme al governo Schifani, le soluzioni per la salvezza di un’opera cardine per la rinascita della costa Sud». Strada, e ultima chiamata, che anche Alongi e il sindaco Lagalla sperano sia quella giusta.