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indagini

Da Catania ad Enna per la rapina ad un anziano: la banda è stata arrestata, considerevole il bottino

In carcere quattro uomini e una donna, ecco cosa è avvenuto lo scorso settembre e la ricostruzione investigativa

10 Agosto 2026, 11:29

11:30

carabinieri

Un anziano aggredito e immobilizzato nel proprio letto, mentre una banda rovistava nella sua abitazione alla ricerca di una somma di denaro che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i rapinatori sapevano essere nascosta in casa. È questo lo scenario ricostruito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone, quattro uomini e una donna, a Santa Maria di Licodia in provincia di Catania.

I cinque sono gravemente indiziati, a vario titolo, di una rapina in abitazione ai danni di un anziano, avvenuta lo scorso settembre nell'ennese. Secondo l'impostazione accusatoria, alla base del colpo ci sarebbe stata anche una fase di raccolta di informazioni sulle disponibilità economiche della vittima e sul luogo in cui avrebbe custodito il denaro.

L'irruzione nella casa dell'anziano

Secondo quanto ricostruito durante le indagini, alcuni malviventi si sarebbero introdotti nell'abitazione dell'anziano e lo avrebbero affrontato con minacce e violenza, chiedendogli di consegnare una cassetta che, nelle intenzioni dei rapinatori, avrebbe dovuto contenere una consistente somma di denaro. Ma la ricerca non avrebbe dato immediatamente il risultato sperato.

Gli autori del colpo, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero quindi immobilizzato l'anziano sul letto e iniziato a perquisire l'intera abitazione. Una scena particolarmente violenta, consumata all'interno della casa della vittima, che si sarebbe trovata completamente in balia dei rapinatori. Alla fine il gruppo sarebbe riuscito comunque a impossessarsi di circa 7 mila euro in contanti, prima di lasciare l'abitazione e far perdere le proprie tracce.

Non solo gli autori della rapina: chi avrebbe fornito le informazioni

I Carabinieri della Compagnia di Nicosia, attraverso un lavoro sviluppato anche grazie al controllo del territorio, avrebbero ricostruito non soltanto la fase materiale della rapina, ma anche ciò che l'avrebbe preceduta. Secondo gli investigatori, qualcuno avrebbe infatti raccolto informazioni sulla situazione economica dell'anziano, sui suoi beni e sui luoghi nei quali avrebbe custodito il denaro. Un passaggio che avrebbe consentito ai presunti rapinatori di individuare la vittima e organizzare l'azione.

L'indagine avrebbe quindi permesso di arrivare sia a quelli che vengono indicati come gli autori materiali del colpo sia alle persone che, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbero avuto un ruolo nell'acquisizione delle informazioni utilizzate per mettere a segno la rapina.

L'indagine partita dopo il colpo

Dopo l'episodio sono scattati gli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Operativo e RadiomobileLa ricostruzione si è sviluppata attraverso l'attività investigativa e il controllo del territorio, consentendo agli inquirenti di risalire progressivamente all'identità dei presunti responsabili.

Il lavoro degli investigatori è confluito nella richiesta della Procura della Repubblica di Enna, che ha portato all'emissione dell'ordinanza da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di EnnaPer i cinque indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Le ordinanze

Il provvedimento riguarda quattro uomini e una donna di Santa Maria di LicodiaLe cinque persone sono ora ristrette in carcere a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

L'inchiesta, secondo quanto comunicato dai Carabinieri, ha consentito di delineare un quadro investigativo nel quale la rapina non sarebbe stata un'azione improvvisata: l'ipotesi degli investigatori è infatti che prima dell'irruzione siano state raccolte informazioni sulla vittima e sulle sue disponibilità economiche.

L'attenzione sugli anziani vittime di rapine

La vicenda riporta al centro dell'attenzione il tema delle rapine in abitazione ai danni delle persone anziane, spesso considerate soggetti particolarmente vulnerabili. In questi casi, oltre alla perdita economica, l'irruzione nell'abitazione può lasciare conseguenze profonde sul piano personale: la casa, luogo percepito come sicuro, diventa improvvisamente lo scenario di una violenza.

Nel caso ricostruito a Enna, l'anziano sarebbe stato aggredito e immobilizzato mentre i malviventi cercavano il denaro. La misura cautelare eseguita dai Carabinieri rappresenta ora un passaggio importante dell'inchiesta, ma le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.