Allarme
Gommone troppo vicino ai bagnanti a Portopalo, la denuncia: «Si rischia un’altra tragedia»
Dopo i casi di Siracusa e Lampedusa, nuova segnalazione lungo la costa del Pachinese. I bagnanti chiedono controlli e il rispetto delle distanze di sicurezza
Un gommone troppo vicino alla zona frequentata dai bagnanti e il timore che possa consumarsi un’altra tragedia in mare. È quanto è accaduto oggi lungo la costa di Portopalo di Capo Passero, dove la presenza di un’imbarcazione a ridosso della riva (video-frame di Siracusa News) ha suscitato la protesta e l’indignazione di numerosi bagnanti.
L’episodio, fortunatamente, non avrebbe provocato gravi conseguenze, ma riaccende l’attenzione sul problema della sicurezza nelle aree di mare destinate alla balneazione. Una questione tornata al centro del dibattito dopo i recenti casi di Siracusa e Lampedusa, quest’ultimo culminato nella morte del 29enne Cristiano Daniele Giamporcaro, travolto dalle eliche di un’imbarcazione durante un’immersione.
A Portopalo, secondo le testimonianze raccolte tra i presenti, il gommone si sarebbe avvicinato eccessivamente alla costa, in una zona dove si trovavano persone in acqua. La scena ha suscitato preoccupazione e rabbia, soprattutto alla luce dei ripetuti episodi segnalati dai frequentatori del litorale.
«I bagnanti costretti a nuotare tra decine di imbarcazioni»
«La Guardia costiera di Portopalo non interviene nemmeno quando i bagnanti sotto il castello Tafuri sono costretti a nuotare tra decine e decine di imbarcazioni», racconta un bagnante, che afferma di avere segnalato più volte situazioni di pericolo.
«Personalmente ho denunciato irregolarità con video e telefonate relativamente alla mia zona, alle Concerie, ma mai in tanti anni sono intervenuti», aggiunge. Secondo la testimonianza, diverse imbarcazioni ancorerebbero sotto costa, proprio nelle aree utilizzate per nuotare e pescare.
Tra le segnalazioni anche presunti danni alla posidonia provocati dalle ancore e il passaggio di moto d’acqua vicino alla riva. «Le moto d’acqua sfrecciano a riva indisturbate», denuncia il bagnante, che lamenta inoltre il comportamento di alcune imbarcazioni turistiche.
«I barconi per turisti non rispettano le distanze e ci molestano con la musica battente sparata a tutto volume», afferma. Da qui la domanda rivolta alle autorità: «Ma che cosa fa la Capitaneria? Ma c’è una Capitaneria? E noi e i nostri diritti? Deve succedere qualche fattaccio per vedere intervenire qualcuno?».
La richiesta è quella di intensificare i controlli e applicare sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole. «Basterebbe fare un bel po’ di multe e forse verrebbero rispettate le distanze. Ma tanto sanno che nessuno li multerà», conclude.
Le regole per l’avvicinamento alla spiaggia
Un altro bagnante ha ricordato che l’avvicinamento alla spiaggia con un gommone deve avvenire con la massima cautela e a velocità ridotta.
«Così non si può avvicinare in spiaggia», osserva, spiegando che, quando consentito, l’imbarcazione dovrebbe procedere «molto lentamente, con una persona a prua che sta attenta ai bagnanti» e mai trasversalmente rispetto alla riva.
Per raggiungere la spiaggia, viene sottolineata l’importanza dell’utilizzo degli appositi corridoi di lancio o di atterraggio: aree delimitate da boe e segnalazioni che consentono alle imbarcazioni di attraversare in sicurezza lo specchio d’acqua riservato alla balneazione, riducendo il rischio di collisioni con nuotatori e bagnanti.
Il problema, secondo le testimonianze, sarebbe però quello dei controlli. Le condotte pericolose non riguarderebbero soltanto l’episodio di oggi, ma si ripeterebbero con frequenza lungo diversi tratti della costa sud-orientale della Sicilia.
«Succede ogni giorno anche a Vendicari»
Le segnalazioni si estendono anche alla Riserva naturale di Vendicari. «Avviene anche tutti i giorni nella Riserva di Vendicari, ma la Guardia costiera non si vede neanche con il binocolo», scrive un altro utente.
Un ulteriore commento descrive l’isolotto di Vendicari come «diventato un porto di attracco», con barche e acquascooter che transiterebbero indisturbati vicino alla costa.
«In compenso, la Forestale fischia ai bambini con il salvagente o a chi ha un materassino perché “è riserva”», aggiunge polemicamente il bagnante, lamentando quella che ritiene una disparità nell’applicazione dei divieti e delle prescrizioni all’interno dell’area protetta.
Segnalazioni anche a Reitani
Una situazione analoga sarebbe stata osservata anche ieri pomeriggio sul mare di contrada Reitani, nel territorio di Noto. «Tre o quattro moto d’acqua troppo vicine e a fare giochi veramente poco adatti quasi tra i bagnanti», riferisce un altro testimone.
Gli episodi descritti restituiscono l’immagine di un’estate caratterizzata da una presenza sempre più numerosa di imbarcazioni, gommoni, moto d’acqua e natanti turistici lungo le coste del Siracusano. Una presenza che, in assenza di controlli costanti e del rispetto delle distanze, può trasformare le giornate al mare in una situazione di pericolo.
Le testimonianze dovranno essere eventualmente verificate dalle autorità competenti. Resta però l’allarme dei bagnanti, che chiedono una maggiore presenza in mare e interventi tempestivi prima che una condotta imprudente possa provocare conseguenze irreparabili.
Dopo la tragedia di Lampedusa, l’appello è chiaro: le zone destinate alla balneazione devono restare sicure e chi naviga ha il dovere di rispettare le distanze, procedere con prudenza e prestare attenzione alla presenza di persone in acqua. La sicurezza, sottolineano i bagnanti, non può essere affidata soltanto alla fortuna.