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11 agosto 2026 - Aggiornato alle 08:38
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Tradizioni

San Lorenzo: la notte delle stelle tra rito e smartphone

Dal falò di Battisti ai dj set: le stelle restano pausa collettiva, anche con lo smartphone in mano.

11 Agosto 2026, 05:00

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“La canzone del sole” di Lucio Battisti è stata per decenni un inno. Bastavano le prime note di una chitarra per intonarla mentre si aspettava che il cielo facesse la sua parte. Era la notte di San Lorenzo e tutto poteva succedere. Un rito che ha segnato intere generazioni, un po’ come l’intramontabile “Notte prima degli esami”.

Canzoni diverse, ma la stessa voglia di stare insieme e affidare a una notte speciale un desiderio. Oggi la notte di San Lorenzo continua a essere una data cerchiata sul calendario, ma è cambiato il modo di viverla. I falò sulla spiaggia hanno lasciato spazio a feste, concerti, cene all’aperto e dj set. E lo smartphone è diventato parte integrante del rito: si fotografa il tramonto, si condividono storie e solo dopo ci si ricorda di alzare gli occhi.

A Siracusa i luoghi più ambiti restano il Camomilla a Fontane Bianche e l’Arenella. «Avevamo molto meno, ma aspettavamo di più», racconta Paolo, 54 anni, ricordando le estati della sua adolescenza. «Si andava al mare con una chitarra e qualche asciugamano. A un certo punto qualcuno iniziava a suonare Battisti e tutti cantavano. Le stelle le guardavamo davvero. E quando ne cadeva una, partiva la gara a chi l’aveva vista per primo».

Per i ragazzi di oggi il rituale ha cambiato forma, ma non significato. «Con i miei amici organizziamo tutto prima: scegliamo cosa portare e facciamo una playlist», dice Giulia, 16 anni. «Poi finiamo per parlare, ridere e fare foto. Però a mezzanotte ci fermiamo tutti. Se ne passa una, il telefono resta giù».

È forse questo il punto: le stelle continuano a funzionare come una pausa. Per qualche minuto il rumore della serata si abbassa e lo sguardo torna verso l’alto. Non importa se il desiderio è quello di un tempo o se viene affidato a una foto sui social.

«Io le stelle le guardo, ma spesso me le devono indicare», sorride Marco, 38 anni. «Siamo abituati ad avere gli occhi sul telefono e una stella cadente rischia di passare inosservata. Quando però riesci a vederla, ti ricordi perché questa notte ci piace tanto».

La tradizione non è scomparsa: ha cambiato colonna sonora. Battisti lascia spazio alla musica in streaming, la chitarra al telefono, il falò alle luci di una festa. Ma resta la necessità antica di ritrovarsi insieme davanti a qualcosa che non si può programmare. Le Perseidi arrivano quando il cielo è abbastanza buio e qualcuno ha la pazienza di aspettare. È proprio questo il piccolo rito che San Lorenzo conserva: per una notte, almeno, convincerci a mettere via il telefono e guardare in alto per esprimere un desiderio.