Il caso "Graziella" a Siracusa
«Non siamo contro la cultura»: chiarimento dei residenti
Documenti e firme consegnate per tutelare turismo, decoro e riposo dei cittadini senza cancellare iniziative culturali
Largo della Graziella non è contro la cultura. Non è contro la musica. E non è contro i giovani. È questo il messaggio che residenti e proprietari di immobili e strutture ricettive della zona vogliono ribadire dopo le recenti discussioni sulle iniziative organizzate nella piazza.
Dopo le firme e la richiesta formale presentata al Comune nel febbraio scorso, residenti e proprietari tornano sulla vicenda affermando di volere «una piazza viva, ma nel rispetto di chi ci abita, dei turisti e della sicurezza».
Una posizione che, spiegano, rischia di essere raccontata in modo distorto. Per questo hanno deciso di mettere a disposizione fotografie, video e la documentazione della raccolta firme consegnata all’Amministrazione comunale, quando i residenti avevano segnalato le criticità riscontrate durante le serate estive.
Il punto, secondo chi vive nella zona, è molto semplice: nessuno chiede di spegnere Largo della Graziella. Si chiede, invece, di evitare che una piccola piazza del centro storico venga trasformata in una discoteca all’aperto.
«Non siamo contrari alla cultura, all’arte, alla musica o agli eventi», chiariscono i residenti. Teatro, letture, poesia e iniziative culturali vengono considerate pienamente compatibili con la piazza e con il quartiere.
La contestazione riguarda piuttosto ciò che, in alcune occasioni, sarebbe stato presentato come «iniziativa culturale», ma che, nei fatti, avrebbe assunto caratteristiche molto diverse: DJ set, musica ad altissimo volume, balli, somministrazione e vendita di bevande alcoliche e centinaia di persone concentrate in uno spazio ridotto.
A documentare la situazione, residenti e proprietari hanno raccolto immagini e video delle serate, per consentire a chiunque di farsi un’idea concreta di quanto accadeva.
C’è poi la questione degli orari. La musica ad alto volume, sostengono i residenti, sarebbe proseguita anche oltre l’una e mezza di notte, in una piccola piazza inserita in un quartiere storico e residenziale.
«Non tutti i turisti vengono a Ortigia per cercare una discoteca», sottolineano. Famiglie, coppie, anziani, giovani: chi sceglie Ortigia lo fa per ragioni diverse e non necessariamente per trascorrere le vacanze ascoltando musica ad alto volume fino a tarda notte.
Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per l’intero territorio, dalle strutture ricettive ai ristoranti, dai negozi alle altre attività. Proprio per questo dovrebbe essere tutelato nella sua varietà. Ortigia deve poter offrire cultura, divertimento e socialità senza rinunciare alla propria identità e alla qualità dell’esperienza di chi la visita.
«Valorizzare il turismo non significa soltanto offrire movida. Anche i turisti, così come i residenti, meritano rispetto».
Ma il problema non sarebbe soltanto acustico. Centinaia di persone in uno spazio così piccolo riducono gli spazi di passaggio e pongono interrogativi sulla sicurezza. «Centinaia di persone in uno spazio così piccolo riguardano tutti: chi vive nella zona, chi visita Ortigia e soprattutto i ragazzi che partecipano agli eventi».
C’è poi il tema del decoro. Al termine delle serate, raccontano i residenti, bottiglie, bicchieri e rifiuti rimanevano nella piazza, lasciando agli abitanti il compito di convivere con il degrado.
I residenti, tuttavia, non risparmiano un riconoscimento all’Amministrazione comunale, sottolineando l’attenzione dimostrata dopo le segnalazioni. E precisano un punto fondamentale: l’intervento del Comune non deve essere letto come una guerra ai giovani o alla cultura.