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la guerra dell'acqua

Camastra contro Aica e Ati: "Niente reti né sorgenti, l'acqua resta al Comune"

L'Assemblea idrica accelera per il commissariamento, ma il sindaco Gaglio annuncia la linea dura. In campo la battaglia legale e il valore della sorgente "Fontana grande"

11 Agosto 2026, 10:08

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Camastra contro Aica e Ati: "Niente reti né sorgenti, l'acqua resta al Comune"

Dario Gaglio

Sistema idrico integrato, l’Ati accelera sul trasferimento di reti e sorgenti dal comune di Camastra all’Aica, ma il piccolo centro dell’agrigentino è pronto a resistere in ogni sede.

Nei giorni scorsi il consiglio direttivo dell’Assemblea territoriale idrica “considerata la persistenza dei presupposti di legge finalizzati al proseguimento dei poteri sostitutivi” già avviati nel lontano ottobre del 2023 dalla Regione Siciliana, ha chiesto di confermare l’intervento sostitutivo e la nomina di un commissario ad acta per “porre in essere gli adempimenti necessari per la conclusione dell’iter finalizzato all’ingresso di Camastra nella compagine societaria dell’Aica, nonché al trasferimento in concessione d’uso delle infrastrutture idriche comunali”.

Camastra, come si ricorderà, nel 2019 fu esclusa insieme ad altri comuni dalla possibilità della gestione diretta della risorsa idrica che invece è stata concessa ad un pugno di centri in provincia perché dotati di una serie di caratteristiche come il possesso di risorse idriche “pregiate”. Una condizione in cui Camastra ritiene di rientrare, tanto che da alcuni anni l’amministrazione sta portando avanti un confronto legale dinnanzi al Tar prima e al Cgars poi per ottenere ragione e preservare la gestione diretta delle sue risorse idriche. Così, anche dinnanzi a questa nuova richiesta di commissariamento la risposta sarà “No”.

“Abbiamo già inviato alla Regione una richiesta per sospendere l’attivazione di poteri sostitutivi per la consegna di reti, impianti e sorgenti – spiega il sindaco Dario Gaglio – innanzitutto perché al momento è pendente un ricorso davanti al consiglio di giustizia amministrativa (al Tar il Comune aveva già perso ndr) e perché crediamo che Camastra rientri pienamente nella fattispecie prevista dalla normativa per la salvaguardia della gestione diretta, a partire dal possesso di una fonte di acqua pregiata come quella della sorgente del vallone Fontana grande. Oltre a questo – prosegue Gaglio – la nostra è una gestione estremamente efficiente, diversamente da quella della consortile Aica”. Una resistenza al commissariamento e alla consegna delle reti che, anticipa il sindaco, andrà avanti a prescindere dall’esito del ricorso. “Assolutamente, continueremo la nostra battaglia perché l’acqua rimanga a Camastra”.

Un monito per l’Ati e l’Aica ma anche una bandiera da garrire per altri centri restii a consegnarsi al gestore unico (nonostante poi siedano nella medesima assemblea con potere di voto e decisione di tutti gli altri), a partire da Palma di Montechiaro, che è forse uno dei centri più grandi tra quelli che reputano di continuare con la gestione in proprio.