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il giallo

Gas killer sul mercantile maltese: i due marinai dell'Amisos uccisi dal monossido di carbonio

La Procura di Marsala fa luce sul dramma della nave sequestrata a Trapani mentre si fa strada l’ipotesi di un drammatico incidente sul lavoro

11 Agosto 2026, 11:43

11:50

Gas killer sul mercantile maltese:  i due marinai dell'Amisos uccisi dal monossido di carbonio

Si diradano i sospetti di un giallo a bordo della Amisos, il mercantile con bandiera maltese sotto sequestro dal 22 luglio al molo Ronciglio di Trapani.

Gli esami autoptici disposti dalla Procura di Marsala, retta da Fernando Asaro, hanno stabilito con certezza che i due marittimi di nazionalità turca non sono stati vittime di un’aggressione.

A provocarne la morte è stata una letale esposizione a monossido di carbonio, che ha causato un’intossicazione fatale e successiva asfissia all’interno di uno spazio confinato della nave.

L’allarme era scattato mentre l’unità navigava in acque internazionali lungo la rotta tra Germania e Turchia.

In base a una prima ricostruzione, uno dei due uomini sarebbe entrato in un locale chiuso e privo di adeguata aerazione per eseguire controlli di routine. Accortosi del pericolo, il collega avrebbe tentato un soccorso d’emergenza, rimanendo però a sua volta sopraffatto dalle esalazioni tossiche.

Un copione purtroppo ricorrente negli spazi confinati di bordo, dove l’istinto di aiuto può trasformare un incidente in una doppia tragedia.

I corpi delle vittime erano stati sbarcati a Marsala, da dove sono partite le indagini urgenti sul territorio italiano.

Nei giorni seguenti, la Amisos è stata dirottata a Trapani per consentire ai nuclei Nbcr dei Vigili del fuoco e agli inquirenti di effettuare i rilievi tecnici sul carico e sulla scena dell’evento.

La nave trasportava frammenti di pneumatici, una merce inserita nel Gruppo C del Codice IMSBC: un carico in genere non associato a particolari rischi chimici, la cui sicurezza dipende tuttavia in modo stringente da ventilazione, umidità e dinamiche chimico‑fisiche nei locali di stivaggio.

Ora la Procura di Marsala dovrà accertare se i controlli strumentali siano stati eseguiti e se dispositivi di protezione individuale e squadre di intervento previste dalle procedure standard fossero pronte a operare.

Considerata la bandiera maltese della Amisos e il verificarsi del fatto in acque internazionali, completati gli accertamenti urgenti in Italia, gli atti saranno trasmessi alle autorità giudiziarie di Malta per il prosieguo del procedimento penale.

Nel frattempo, la nave resta ferma nel porto di Trapani, muta testimonianza di una tragedia sul lavoro che riporta in primo piano i rischi invisibili ma prevedibili cui sono esposti quotidianamente i lavoratori del mare.