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il caso

Caro voli, tariffe natalizie alle stelle per Catania e Palermo: sui voli natalizi rincari del 892%

Un'indagine sui prezzi innesca la battaglia legale dell'associazione dei consumatori Cid contro il rialzo astronomico dei biglietti

11 Agosto 2026, 12:28

12:30

Caro voli, tariffe natalizie alle stelle per Catania e Palermo:  sui voli natalizi rincari del 892%

Il Centre for International Development (Cid), assistito dallo studio legale Palmigiano e Associati, ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per il caro-voli da e per la Sicilia.

L’iniziativa mira a fare piena luce sui meccanismi di formazione delle tariffe aeree nei periodi di massima richiesta, sollecitando un approfondimento sul funzionamento del mercato a tutela della concorrenza e dei consumatori.

La mobilitazione legale trae origine dai dati diffusi nel febbraio 2026 da una rivista specializzata nei diritti dei consumatori, relativi all’andamento dei prezzi dei collegamenti nazionali nei picchi di domanda.

Secondo tali rilevazioni, per una famiglia di tre persone il costo complessivo del volo Milano-Catania sarebbe passato da circa 144 euro nel periodo di Carnevale a circa 1.427 euro nel periodo natalizio, con un aumento di circa il 892%.

Sulla rotta Milano-Palermo, il confronto indicherebbe un passaggio da circa 238 euro a circa 1.235 euro, pari a un incremento del 419%.

Nell’esposto, il Cid precisa che le cifre citate rappresentano una “fotografia” delle offerte disponibili in momenti specifici e non possono essere considerate automaticamente rappresentative dei prezzi effettivamente pagati dalla generalità dei passeggeri.

I dati, pertanto, non vengono addotti come prova di condotte anticoncorrenziali, bensì come elementi che — per l’ampiezza degli scostamenti registrati e per le peculiarità dei collegamenti da e per la Sicilia — giustificano un’indagine dell’Autorità tramite l’acquisizione delle informazioni complete detenute dai vettori.

L’associazione chiede quindi all’Antitrust di verificare se gli aumenti riscontrati nei periodi di maggiore domanda siano integralmente riconducibili al normale funzionamento del mercato, oppure se emergano ulteriori profili meritevoli di valutazione sotto l’aspetto della tutela della concorrenza e dei consumatori.