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Sanità

Addio al Punto nascita. «Scelta sciagurata»

A Bronte l’Asp formalizza la chiusura, esplode la rabbia del sindaco Gullotta: «Così si penalizzano i cittadini delle aree interne»

11 Agosto 2026, 19:30

Addio al Punto nascita. «Scelta sciagurata»

Il Punto nascita dell’ospedale Castiglione Prestianni giunge al definitivo stop. Con una delibera l’Asp ha infatti formalizzato la chiusura. Il provvedimento, adottato dal direttore generale Giuseppe Laganga Senzio, sancisce l'epilogo di una sospensione dell'attività operativa già in essere dal 2023.

«L’idea di chiudere il Punto nascita di Bronte è stata una decisione sciagurata - ha affermato il sindaco Giuseppe Gullotta - l’ho sostenuto con forza fin dal 2023: questo provvedimento non risolve alcuna criticità, ma priva il nostro territorio di un presidio fondamentale. Bronte rappresenta da sempre un punto di riferimento essenziale per i comuni di Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò e San Teodoro. L'allungamento dei tempi di percorrenza per raggiungere altre strutture sanitarie comporta disagi evidenti e rischi per le gestanti».

Gullotta non ritiene funzionale l’idea di andare tutti all’ospedale di Biancavilla: «Si è sostenuto - spiega - che la chiusura di Bronte avrebbe consentito di accentrare e potenziare il Punto nascita di Biancavilla. Vedrete che non sarà così. Da quando il Punto nascita di Bronte è stato sospeso quello di Biancavilla non ha registrato un considerevole incremento di nascite di bambini del nostro comprensorio. E la spiegazione è semplice: chiunque costretto a spostarsi da Bronte, invece che fermarsi a Biancavilla, grazie ad una viabilità agevole, preferisce arrivare al più quotato ospedale di Nesima distante da Biancavilla pochi minuti di auto. Il Punto nascita di Bronte, invece, avrebbe garantito un servizio efficiente per l’area etnea e dei Nebrodi».

Infine il sindaco mette in discussione il fatto che a chiudere non è stato solo il Punto nascita, ma i reparti che attorno ad esso ruotano: «Una cosa - infine aggiunge - è la sospensione del Punto nascita inteso come sala parto, un’altra è lo smantellamento dell’intero reparto di Ostetricia e Ginecologia. Non si può azzerare un presidio che garantisce assistenza continuativa, visite specialistiche e un supporto insostituibile per la tutela della salute della donna. E nel versante nord dell’Etna il fabbisogno di prestazioni sanitarie in questo settore rimane elevatissimo. È doveroso garantire piena continuità assistenziale ed evitare che determinate scelte penalizzino ulteriormente i diritti di tutti i nostri cittadini».