Giarre
Teatro del Carmine, pronto il progetto esecutivo
Giarre: dopo decenni di stop, il teatro del Carmine verso uno studio di fattibilità e il progetto esecutivo per sbloccare 1 milione e completare la struttura polifunzionale
Il teatro incompiuto del quartiere Carmine, dopo lunghi decenni, attende paziente che si alzi, finalmente, il sipario. L’Amministrazione, a fronte di una rinnovato scambio documentale con l’assessorato regionale alle Infrastrutture, nei mesi scorsi, dopo anni di silenzio assordante, ha avviato le procedure per la redazione di uno studio di fattibilità tecnico economica, finalizzato al completamento del teatro i cui lavori, originariamente finanziati con i fondi del Contratto di Quartiere, si sono fermati bruscamente nell’estate del 2015, per effetto di un contenzioso tra il Comune e l’impresa appaltatrice.
Da oltre tre anni si sono susseguite le interlocuzioni con la Regione e dopo una lenta burocrazia, il Comune, solo di recente ha dato mandato ad uno studio esterno per la redazione di un progetto esecutivo che, a breve, come conferma l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Raciti, sarà trasmesso alla Regione, unitamente agli atti tecnici preceduti dalla verifica dello stato di consistenza dei lavori eseguiti nel teatro, controllando i materiali già approvvigionati in cantiere e il loro stato di conservazione, nonché dopo avere ispezionato le opere provvisionali e gli impianti ritenuti utilizzabili e in buone condizioni d’uso. Una volta trasmesso il progetto esecutivo, l’assessorato regionale alle Infrastrutture dovrà esprimersi sulla possibilità di ricorrere allo scorrimento della graduatoria originaria delle imprese che avevano partecipato alla gara del Contratto di Quartiere o di finanziare ex novo i cantieri.
Nell’ambito dello stanziamento assegnato al Comune con i lavori poi sospesi dall’impresa che si era aggiudicato l’appalto, dovrà dipanarsi anche la questione relativa alla somma congelata di 1 milione di euro e tuttora giacente nelle casse della Regione. Giarre rimane in attesa di vedere finalmente completo il proprio teatro, il cui primo progetto risale al lontano 1956. Una struttura polifunzionale che potrebbe finalmente vedere la luce in fondo a un tunnel durato decenni, restituendo alla comunità uno spazio culturale immaginato e negato a causa di molteplici traversie procedurali.