il crollo di messina
La tragedia di Pistunina: il boato, poi il collasso, cosa è successo davvero in via Giorgio La Pira
Esperti a confronto sulla differenza tecnica tra la spinta di una fuga di gas e il cedimento di un elemento portante
Il crollo della palazzina di tre piani in via Giorgio La Pira del 30 luglio scorso nel quartiere di Pistunina, a sud di Messina, resta al centro di un’indagine complessa che intreccia il dramma umano delle ricerche con la meticolosità delle perizie tecniche.
Mentre i Vigili del fuoco continuano a operare in condizioni di estrema instabilità per rintracciare i dispersi e ricostruire la dinamica, inquirenti e consulenti della Procura lavorano senza sosta per fare luce su un evento che ha scosso l’intera comunità.
Al momento non è stata ancora individuata una causa ufficiale del collasso, che ha coinvolto un edificio con appartamenti e attività commerciali al piano strada. Le piste degli investigatori: deflagrazione o collasso statico?
Nelle prime ore successive al disastro, le testimonianze — che riferivano di un forte boato e di una densa nube di fumo — avevano fatto pensare alla deflagrazione di una bombola di gas. Con l’avanzare degli accertamenti, tuttavia, il quadro si è ampliato e ha preso corpo anche l’ipotesi di un cedimento strutturale, potenzialmente collegato a lavori di ristrutturazione che sarebbero stati in corso all’interno dello stabile.
Gli esperti non escludono alcuna pista: l’obiettivo è stabilire se la tragedia sia stata generata da un singolo evento dirompente o dall’intreccio di più fattori. Le due dinamiche presentano differenze sostanziali che i tecnici dovranno delineare con precisione.
Una esplosione di gas provoca una sovrapressione interna che spinge verso l’esterno pareti e solai, lasciando deformazioni caratteristiche e una tipica dispersione dei detriti. Un cedimento statico, invece, si manifesta di norma con la rottura di un elemento portante, la perdita di appoggio dei solai e un collasso che si propaga verticalmente a cascata.
Il pool di periti e i reperti chiave: per districare questo nodo tecnico, la Procura di Messina ha nominato un collegio composto da tre specialisti di alto profilo: il professor Andrea Prota, docente di ingegneria strutturale all’Università Federico II di Napoli; il collega Antimo Fiorillo, esperto in ambito sismico e strutturale dello stesso ateneo; e l’ingegnere Rodolfo Urbani, iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Messina.
L’analisi si concentrerà su specifici elementi recuperati tra le macerie. In particolare, un pilastro distrutto, isolato dai Vigili del fuoco e conservato in un apposito cassone, sarà esaminato per individuare eventuali segni di corrosione delle armature, fessurazioni da schiacciamento pregresse, tagli o tracce compatibili con un’onda d’urto.
I consulenti valuteranno inoltre le trasformazioni subite dallo stabile nel tempo. In edifici esistenti che ospitano abitazioni, botteghe e depositi, è cruciale verificare se interventi passati o recenti abbiano modificato tramezzi, appoggi o lo schema statico originario. Le eventuali alterazioni saranno confrontate con i progetti depositati e con le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018, che disciplinano gli interventi e la sicurezza del patrimonio edilizio esistente.
Accanto alle verifiche tecniche, proseguono le operazioni sul campo. I Vigili del fuoco scavano senza sosta tra i detriti instabili alla ricerca dei due dispersi, Santi Magazzù e Lairu Warnakulasuriya. Sul fronte scientifico e biologico, i medici legali Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino, con il supporto degli specialisti del Ris, stanno analizzando i reperti biologici rinvenuti sul luogo del disastro.
Una parte consistente delle macerie è stata trasferita nel parcheggio dello stadio “Franco Scoglio”, dove sarà messa a disposizione dei consulenti tecnici, pronti ad avviare i sopralluoghi non appena saranno concluse le operazioni di messa in sicurezza. Entro la fine del mese sono attesi anche gli esiti degli accertamenti sui telefoni cellulari recuperati dai carabinieri, che potrebbero offrire informazioni utili sulle ultime ore precedenti al crollo.