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il soccorso

Dramma sfiorato all'Arco dell'Elefante, disperso in mare prima del buio: tratto in salvo un tredicenne

Le ricerche della Capitaneria di porto si sono concluse con il lieto fine grazie al tempestivo intervento delle motovedette della Guardia Costiera di Pantelleria

12 Agosto 2026, 08:25

08:30

Dramma sfiorato all'Arco dell'Elefante, disperso in mare prima del buio: tratto in salvo un tredicenne

Una giornata di mare sulla costa orientale di Pantelleria ha rischiato di trasformarsi in dramma nella serata di martedì 11 agosto. Un tredicenne di Bologna, impegnato in un’immersione in apnea insieme al padre nella celebre area dell’Arco dell’Elefante, è scomparso all’improvviso alla vista dei familiari.

L’allarme, lanciato con prontezza alla Sala Operativa della Guardia Costiera intorno alle 20, ha attivato una corsa contro il tempo, mentre il buio incalzava.

La macchina dei soccorsi si è mossa con estrema rapidità. La Capitaneria di porto di Pantelleria ha inviato nell’area la motovedetta SAR CP 330 e il battello costiero GC B110, operando in una finestra critica in cui la luce del tardo pomeriggio cede rapidamente alle ombre del crepuscolo.

Le ricerche a vista sotto costa sono state rese difficili dal mare mosso e dalla visibilità ridotta. Le onde e le correnti, inoltre, stavano spingendo il ragazzo lontano dalla scogliera rocciosa.

Il fattore tempo si è rivelato decisivo. Grazie all’esperienza degli equipaggi e all’impiego delle strumentazioni di bordo della motovedetta, il giovane è stato individuato a circa cento metri dalla riva. Gli uomini della Guardia Costiera lo hanno recuperato vivo, traendolo in salvo prima che l’oscurità completa rendesse impossibile ogni avvistamento.

L’Arco dell’Elefante, che chiude la scogliera di Cala Levante, è uno dei geositi e punti balneari più noti e fotografati dell’isola. La familiarità del luogo e la facilità d’accesso, tuttavia, possono celare rischi significativi. I fondali dell’isola e le correnti mutevoli riducono drasticamente il margine d’errore, specie al tramonto, quando i riflessi e l’ombra delle rocce laviche rendono complessa l’individuazione di una persona in acqua.