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il caso

Palermo, la denuncia di Controcorrente: «Sospetto di uno scarico abusivo sotto l'antico stabilimento di Mondello»

La segnalazione alle autorità da parte del leader del movimento Ismaele La Vardera

12 Agosto 2026, 15:01

17:26

Palermo, la denuncia di Controcorrente: «Sospetto di uno scarico abusivo sotto l'antico stabilimento di Mondello»

Scatta l'allarme per la salute pubblica nella spiaggia di Mondello, a Palermo. Il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, insieme ai consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello, ha inviato una segnalazione urgente alle autorità competenti, tra cui il Sindaco, il Presidente della Regione, Arpa, Asp, l'Assessorato al Territorio e Ambiente e la Guardia di Finanza, per denunciare la presenza di un possibile scarico abusivo sotto l'antico stabilimento balneare della zona.

La denuncia, scrivono gli esponenti di Controcorrente in una nota, nasce a seguito delle segnalazioni arrivate da alcuni bagnanti, i quali avevano notato un costante sversamento d'acqua fluire in mare direttamente dalla struttura. Un campione di quel liquido è stato fatto analizzare in autonomia da La Vardera presso un laboratorio con esiti definiti allarmanti: i dati mostrerebbero una concentrazione di Escherichia coli pari a 1.000 UFC/100ml, valore che attesta la presenza di contaminazione fecale nelle acque della battigia.

«Riteniamo fuor di dubbio la natura abusiva dello scarico: a Mondello non esiste alcuna autorizzazione né presupposto tecnico che possa giustificare lo sversamento in mare di reflui di qualsiasi tipo, siano essi acque nere o meteoriche e dal Charleston addirittura sgocciola a mare acqua con feci – affermano La Vardera, Argiroffi e Forello –. Ci troviamo di fronte non solo a una inaccettabile condotta fuorilegge, ma a una totale mancanza di rispetto verso un bene comune primario come la spiaggia e il mare di Mondello, e verso cittadini e turisti che li frequentano e ne godono. Chi gestisce un bene pubblico in concessione ha il dovere etico e morale di sentirsi responsabile nei confronti della comunità, non di danneggiarla. Prima di render pubblica la notizia ci siamo premurati di avvisare le autorità per le opportune verifiche. Nel frattempo, considerato il concreto rischio per la salute pubblica, chiediamo che quel tratto di mare venga immediatamente interdetto alla balneazione in via cautelativa»