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palermo

Scarichi a Mondello, botta e risposta tra Italo Belga e Controcorrente: polemiche sulla scorta

La società respinge le accuse di scaricare abusivamente nei pressi dell'antico stabilimento

12 Agosto 2026, 17:24

19:13

Scarichi a Mondello, la replica della Italo Belga a Controcorrente: «Solo propaganda, l'acqua è del terrazzo»

Arriva la dura replica della società Mondello Immobiliare Italo Belga alle accuse e all'allarme lanciato in mattinata dal deputato regionale Ismaele La Vardera in merito a un presunto scarico abusivo sotto lo storico stabilimento ex Charleston. La società respinge con fermezza le ricostruzioni dell'esponente di Controcorrente, parlando di un attacco pretestuoso e fornendo la propria versione dettagliata sui controlli in corso.

«Continua la campagna elettorale dell’onorevole Ismaele La Vardera sulle spalle di Mondello, di un’impresa privata e dei suoi lavoratori», esordisce la nota della società. La Italo Belga sottolinea come «ancora una volta un accertamento non concluso viene trasformato in una sentenza mediatica: un’analisi commissionata autonomamente diventa una verità definitiva e ipotesi ancora da verificare vengono presentate ai cittadini parlando di “acqua con feci”, “condotta fuorilegge”, “scarico abusivo” e “concreto rischio per la salute pubblica”». Il tutto, prosegue il comunicato, «con richiesta di “massima diffusione” e con un post che, dopo aver evocato un’emergenza sanitaria e chiesto l’interdizione alla balneazione, si conclude invitando i cittadini a tesserarsi a Controcorrente e a partecipare agli Stati Generali del movimento. È legittimo domandarsi dove finisca l’interesse pubblico e dove cominci la propaganda elettorale».

A tal proposito, la società precisa un dettaglio conteso sull'analisi dei campioni: «C’è però un particolare tutt’altro che secondario: per quanto risulta alla Società, il campione fatto analizzare da La Vardera sarebbe stato raccolto direttamente dal mare, e non dalla presunta fonte dello sversamento, utilizzando peraltro una bottiglia non sterile». Di conseguenza, «attribuire quindi quel risultato microbiologico direttamente al pluviale significa compiere un salto logico che gli accertamenti ufficiali dovranno verificare. Tanto più che è noto e facilmente riscontrabile come lo Stabilimento e lo specchio d’acqua circostante siano costantemente frequentati da numerosi gabbiani, le cui deiezioni finiscono inevitabilmente anche in mare».

Entrando nel merito dei controlli idrici, la nota spiega che «i primi accertamenti restituiscono infatti un quadro ben diverso dalle certezze proclaimed sui social. Nel corso delle operazioni è stata verificata materialmente la provenienza dell’acqua che raggiunge il mare attraverso un pluviale destinato alle acque piovane: gli operanti hanno aperto un rubinetto presente sul terrazzo e utilizzato per l’irrigazione delle piante, constatando dopo alcuni minuti la fuoriuscita dell’acqua dal medesimo pluviale». «Tutto il resto confluisce regolarmente negli appositi scarichi e certamente non a mare», aggiunge la Italo Belga. «Durante il controllo sono stati aperti anche i punti idrici dei locali cucina senza riscontrare alcuno scarico verso il mare. Saranno naturalmente ARPA e gli organismi competenti a stabilire la natura delle acque. Noi attenderemo gli esiti ufficiali».

La società passa poi a formulare una serie di interrogativi sulla presenza del deputato sul posto: «Le registrazioni del sistema di videosorveglianza documentano che dalle ore 10 circa fino a oltre le 13 l’onorevole La Vardera è rimasto davanti allo Stabilimento, proprio mentre erano in corso le operazioni, con l’autovettura di servizio, la scorta e il motore costantemente acceso. Quasi tre ore. Come faceva a conoscere luogo, tempi e circostanze degli accertamenti? Ne era a conoscenza preventivamente? Quando lo ha saputo? Da chi? Attraverso quale canale?» . Qualora risultasse il possesso di informazioni non pubbliche su attività in corso, «chiediamo che le autorità competenti ne verifichino provenienza, modalità di acquisizione e diffusione e il rispetto di tutti gli eventuali obblighi di riservatezza».

Viene inoltre evidenziato quello che l'azienda definisce un paradosso legato alle misure di sicurezza del parlamentare: «È lo stesso onorevole La Vardera ad avere pubblicamente ricondotto la misura di tutela che gli è stata assegnata alle minacce ricevute nell’ambito della vicenda Italo Belga. Non spetta certamente alla Società mettere in discussione una misura disposta dallo Stato. Ma se è lo stesso La Vardera a sostenere che quel contesto determina un rischio tale da richiedere una scorta, come si concilia tale rischio con la scelta di permanere volontariamente per oltre tre ore proprio davanti allo Stabilimento? E, soprattutto, così facendo non espone allo stesso rischio anche gli uomini incaricati della sua protezione?».

In conclusione, l'azienda annuncia l'intenzione di adire le vie legali: «La Mondello Immobiliare Italo Belga non intende più assistere passivamente a un metodo che trasforma accertamenti ancora in corso in strumenti di propaganda e un’impresa privata nel bersaglio permanente di una campagna politica. La salute pubblica è una cosa seria. La legalità anche. Per questo nessuno può pretendere di essere contemporaneamente denunciante, investigatore, giudice e ufficio stampa». Pertanto, «la Società trasmetterà alle autorità competenti ogni elemento nella propria disponibilità e si riserva ogni iniziativa a tutela della propria reputazione, dei propri lavoratori e dei propri diritti».

I consiglieri comunali del gruppo OSO Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esprimono la propria ferma condanna nei confronti della nota inviata dalla Società Mondello Immobiliare Italo Belga, rivolgendo la più totale ed incondizionata solidarietà all’onorevole Ismaele La Vardera.

«Siamo di fronte a un modo osceno di utilizzare la comunicazione. Le esternazioni della società Italo Belga valicano ogni limite del rispetto civile e istituzionale, rappresentando un’operazione spregiudicata per distogliere l'attenzione dagli sversamenti in mare e dalle responsabilità sulla gestione ambientale della spiaggia di Mondello.

Delegittimare un deputato regionale sotto scorta — arrivando a fare le pulci ai protocolli di sicurezza, al motore dell'auto acceso e ai tempi di stazionamento della tutela durante un controllo pubblico — è un fatto di una gravità inaudita. In Sicilia la protezione assegnata dallo Stato a causa di minacce ricevute ha un significato tragicamente preciso, solenne e profondo. È intollerabile che chi gestisce enormi concessioni pubbliche, che sono l'oggetto stesso delle battaglie di legalità per cui La Vardera è finito sotto tutela, si permetta di strumentalizzare e mettere in discussione la condizione di un ragazzo di 35 anni che ha perso la propria libertà personale e vive sotto scorta.

È inaccettabile che si tenti di ribaltare i ruoli, delegittimando un rappresentante delle istituzioni pur di coprire il tema centrale delle acque contaminate e di non rispondere nel merito della tutela del mare e della collettività.

Esprimiamo la nostra totale vicinanza a Ismaele La Vardera ed agli uomini della sua scorta. La lotta per la trasparenza, la legalità e la salvaguardia del patrimonio ambientale di Palermo non si farà intimidire da queste pericolose manovre mediatiche.»