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Lo scenario

Etna, saltati oltre 700 voli a Catania. Potenziati treni e autobus ma l’eruzione non si arresta

Fontanarossa resta fermo: aerei bloccati fino alle 2 di stanotte (14 agosto). Vacanze rovinate per migliaia di viaggiatori costretti a spostarsi negli altri scali. Branca (Ingv): «È assolutamente impossibile prevedere la durata dell’attività»

13 Agosto 2026, 00:35

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Etna, saltati oltre 700 voli a Catania. Potenziati treni e autobus ma l’eruzione non si arresta

Lo stop ai voli continua a Fontanarossa. Fino alle due di stanotte partenze e arrivi sono bloccati. E guardando con gli occhi verso il maestoso vulcano Etna - ‘a muntagna per i catanesi - non si colgono segnali di tregua. La nube di cenere, che ha toccato anche l’Isola di Malta e la Libia, ha lasciato a terra migliaia di viaggiatori, le stime parlando di oltre 100mila passeggeri, che avevano programmato di decollare o atterrare dallo scalo internazionale Vincenzo Bellini.

Guardando i numeri è quasi inutile fare commenti. Dall’8 all’11 agosto sono saltati all’aeroporto di Catania, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni, circa 700 voli. Ne sono stati cancellati circa 400 in partenza e altri 52, secondo il sito della Sac, sono stati cancellati solo nella giornata di ieri. I voli riprogrammati in altri scali sono oltre 400: tra questi, più di cento sono stati dirottati dall’inizio dell’emergenza su Comiso, una cinquantina, nella sola giornata di ieri, su Palermo, e altri 22 voli su Trapani. Ieri alcuni voli sono stati assegnati addirittura allo scalo calabrese di Lamezia Terme.

La situazione è diventata ancora più complicata per la contaminazione di cenere vulcanica, anche dell’aeroporto di Comiso, che ieri mattina - anche prima di quanto previsto - è tornato operativo. I terminal dello scalo Vincenzo Bellini non sono più presi d’assalto come nei giorni scorsi, c'è sempre chi spera di potere partire. E c’è chi addirittura si sdraia sulle aiuole “pregando” che l’Etna decida di andare in vacanza. I collegamenti con gli altri scali etnei? O con l’autobus o col treno.

La Regione ha adottato una serie di contromisure per affrontare l’emergenza. Il governatore Renato Schifani ha evidenziato che «la Regione, pur non avendo prerogative sulla gestione del traffico aereo, sta collaborando con le società con collegamenti straordinari e attivando la Protezione civile». Palazzo d'Orleans ha specificato che alle società che gestiscono i trasporti su ferro e su gomma è stato chiesto di incrementare i collegamenti tra le città e gli scali siciliani con servizi integrativi e straordinari. Negli aeroporti, inoltre, sono stati attivati i volontari del sistema regionale di Protezione civile, con circa 30 unità per turno, con appositi gazebo allestiti per distribuire acqua gratuitamente e collaborare con i gestori degli scali nel fornire ai viaggiatori informazioni sui collegamenti attivi. L'assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità ha attivato e potenziato i collegamenti.

Sei i treni speciali nella tratta per Palermo aggiunti sino a oggi, oltre a quelli ordinari. Tutti i passeggeri in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania, nel caso in cui fossero stati dirottati sul capoluogo siciliano, possono utilizzare gratuitamente anche i collegamenti ferroviari ordinari in partenza da Palermo, semplicemente mostrando il titolo di viaggio del volo. Aumentate sino a 20 le corse giornaliere dei bus da Palermo a Catania. Fino a Comiso incrementano sino a 12. Da Palermo a Siracusa aumentate a 10. Da Trapani a Palermo accresciute sino a 24 le corse giornaliere, nei due sensi. Da Palermo ad Agrigento le 24 linee giornaliere effettuano fermate a Punta Rais. E poi sono stati attivati i servizi aggiuntivi “a chiamata”.

Il vulcano intanto non accenna a fermarsi: continua l’attività a Voragine, con boati e l’emissione di una nube vulcanica, e l’emissione di flussi lavici nella desertica Valle del Bove da tre delle quattro “fratture” che si sono aperte sul fianco del vulcano. Un fenomeno che continua ad attirare appassionati, turisti e curiosi. Il tremore vulcanico, che segnala l’energia presente nei condotti magmatici interni, è costantemente su valori alti con una tendenza a risalire nella scala di valori registrati dall’Ingv. Per il direttore del dipartimento Vulcani, Stefano Branca, «È assolutamente impossibile prevedere la durata dell’attività dell’Etna» e i problemi dell’aeroporto «dipendono dai venti quando soffiano verso sud» in direzione dello scalo.