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13 agosto 2026 - Aggiornato alle 10:07
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Carcere, tavolo in Prefettura per superare le criticità: «Risposte concrete e tempestive»

Il prefetto Chiara Armenia ha riunito i vertici dell'istituto penitenziario, dell'ASP e della Magistratura di Sorveglianza per affrontare le criticità emerse nelle relazioni del Garante dei detenuti, Giovanni Villari

13 Agosto 2026, 08:01

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Carcere, tavolo in Prefettura per superare le criticità: «Risposte concrete e tempestive»

Il prefetto Chiara Armenia ha sottolineato la necessità di fornire risposte concrete e tempestive, invitando ciascuna amministrazione a farsi parte attiva in un percorso di verifica e miglioramento.

Questo è emerso dalla riunione del tavolo istituzionale che si è tenuto in Prefettura, dedicato alle condizioni della Casa Circondariale di Cavadonna e alle criticità evidenziate nelle ultime due relazioni del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

All’incontro ha partecipato il Garante, Giovanni Villari, insieme con il commissario straordinario dell’ASP, Iraci, la dirigente e coordinatrice infermieristica Capizzello, Baiano dell’U.O.C. Medicina Penitenziaria, il direttore dell’istituto di Cavadonna, Giuseppe Russo, e la magistrata di Sorveglianza, Monica Marchionni.

Al centro del confronto sono state poste le principali problematiche che interessano l’istituto, con particolare attenzione agli aspetti sanitari, organizzativi e trattamentali. Questioni che incidono direttamente sulla qualità della vita della popolazione detenuta, sulla tutela della salute e sulle concrete possibilità di garantire condizioni di detenzione rispettose della dignità della persona.

Il coinvolgimento della magistratura di Sorveglianza è stato ritenuto particolarmente importante, considerato il suo ruolo fondamentale nel sistema delle garanzie a tutela dei diritti delle persone detenute.

Nel corso della riunione è emersa, da parte di tutti i soggetti presenti, la volontà di lavorare in maniera coordinata, superando approcci autoreferenziali e burocratici e ponendo al centro dell’azione istituzionale la persona detenuta.

L’attuale aumento della popolazione carceraria e la crescente pressione sulle strutture rendono infatti ancora più necessario un confronto costante tra Prefettura, amministrazione penitenziaria, sanità e magistratura.

L’obiettivo, è stato ribadito, non è quello di individuare responsabilità, ma di costruire soluzioni praticabili nel breve e medio periodo.

Il Garante ha quindi annunciato l’intenzione di monitorare l’attuazione degli impegni assunti, attraverso sopralluoghi, incontri tecnici e momenti di verifica, coinvolgendo anche associazioni e operatori che quotidianamente svolgono la propria attività all’interno del carcere.

«L’incontro - ha commentato Villari - rappresenta un segnale di discontinuità positiva e un passo concreto verso una maggiore collaborazione istituzionale. Il prossimo appuntamento è previsto per la fine di settembre, quando le parti torneranno a riunirsi per verificare lo stato di attuazione degli obiettivi concordati. Il mio impegno – sottolinea il Garante – sarà quello di vigilare, segnalare e collaborare, con l’unico obiettivo di restituire dignità a chi si trova in stato di detenzione e sostenere chi opera con professionalità e sacrificio all’interno del carcere di Cavadonna. Solo lavorando insieme, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, sarà possibile trasformare le criticità in opportunità di miglioramento reale».