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Caos voli

Siragusa: «Emergenza vulcanica? Ecco perché serve un piano strutturato...»

La Uil Siracusa chiede un piano B con Comiso, Palermo e Trapani e una rete di collegamenti per garantire mobilità e assistenza ai passeggeri

13 Agosto 2026, 09:56

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«Ancora una volta l’aeroporto di Catania-Fontanarossa si trova a fare i conti con il caos provocato dall’attività dell’Etna, con voli sospesi, ritardi, cancellazioni e migliaia di passeggeri costretti a subire disagi e incertezze. Una situazione che, pur essendo legata a un fenomeno naturale non sempre prevedibile, non può più essere affrontata come se fosse un’emergenza totalmente inattesa».

Lo dichiara Ninetta Siragusa, segretaria della Uil Siracusa, intervenendo sulle criticità che stanno interessando lo scalo etneo e le conseguenze che si stanno ripercuotendo sull’intero sistema dei trasporti siciliano.

«L’Etna – prosegue Siragusa – è un vulcano attivo e le sue eruzioni, così come la presenza di cenere vulcanica, non possono essere considerate eventi rari o completamente estranei alla normale gestione di uno dei principali aeroporti del Mediterraneo. È proprio per questo che sarebbe indispensabile disporre di un piano strutturato, aggiornato e operativo per garantire collegamenti alternativi, assistenza ai viaggiatori e una rapida redistribuzione del traffico aereo».

«Serve un piano B per le emergenze»

Per la segretaria della Uil Siracusa, il problema non riguarda soltanto l’interruzione dei voli, ma l’assenza di un sistema coordinato capace di limitare le conseguenze dell’emergenza.

«Non si può impedire l’attività vulcanica – afferma – ma si può e si deve essere organizzati per gestirne gli effetti. Oggi, invece, passeggeri e lavoratori si ritrovano spesso senza informazioni tempestive, senza collegamenti sostitutivi adeguati e senza un piano alternativo realmente efficace. La Sicilia non può permettersi di dipendere da un unico scalo senza avere una strategia pronta a entrare in funzione quando Catania è costretta a rallentare o a fermarsi».

Secondo la segretaria della Uil Siracusa, il cosiddetto “piano B” dovrebbe prevedere il coinvolgimento coordinato degli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e su gomma, procedure condivise per il trasferimento dei passeggeri e un sistema di comunicazione unico tra compagnie aeree, società di gestione, Regione, Protezione civile e autorità aeroportuali.

«Non basta invitare i passeggeri a controllare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto – aggiunge Siragusa –. È necessario mettere in campo una rete alternativa capace di garantire mobilità, assistenza e continuità territoriale. Altrimenti ogni nuova emergenza si trasforma inevitabilmente in un collasso organizzativo».

Il precedente dell’incendio e l’assenza di una strategia duratura

Nel suo intervento, la segretaria della Uil Siracusa richiama anche l’incendio che alcuni anni fa colpì l’aeroporto di Catania, provocando pesanti ripercussioni sul traffico aereo regionale.

«Anche allora – sottolinea – si parlò della necessità di elaborare procedure più efficaci per affrontare le emergenze e di rafforzare il sistema aeroportuale siciliano. Tuttavia, a distanza di tempo, ci troviamo ancora a discutere delle stesse carenze. Un incendio può essere un evento imprevedibile; l’attività dell’Etna, invece, è un fenomeno ciclico che deve essere inserito stabilmente nella pianificazione».

«Non è accettabile – continua – che ogni emergenza venga gestita con soluzioni provvisorie, comunicazioni frammentarie e interventi dell’ultimo minuto. Servono protocolli chiari, responsabilità definite, risorse dedicate e simulazioni periodiche per verificare sul campo la capacità del sistema di reagire».

«Il presidente della Regione e la deputazione non possono restare assenti»

La Uil critica anche quello che definisce il “silenzio” della politica regionale e della rappresentanza istituzionale siciliana.

«In una fase così delicata – dichiara Siragusa – il presidente della Regione dovrebbe assumere un ruolo di coordinamento e spiegare ai cittadini quali iniziative concrete si intendono adottare. Allo stesso modo, ci aspettiamo una presa di posizione chiara da parte della deputazione regionale e nazionale, soprattutto dei rappresentanti del territorio».

«Invece – osserva la segretaria – gli unici interventi che leggiamo sui giornali sembrano riguardare la spartizione dei posti alla Sac. È un tema che non può diventare la priorità mentre migliaia di passeggeri sono lasciati in balia di cancellazioni, ritardi e informazioni insufficienti e mentre lavoratori e operatori aeroportuali sono costretti ad affrontare emergenze ricorrenti senza strumenti adeguati».

Siragusa rivolge quindi un appello alle istituzioni: «La gestione delle società aeroportuali deve essere trasparente, competente e orientata esclusivamente all’interesse pubblico. In questo momento, però, la priorità è garantire il diritto alla mobilità e costruire una risposta stabile alle emergenze che continuano a colpire il principale scalo della Sicilia orientale».

«Comiso non sia una soluzione solo sulla carta»

Un ruolo importante, secondo la Uil, dovrebbe essere riconosciuto all’aeroporto di Comiso.

«Comiso – afferma Siragusa – non può essere indicato soltanto nei momenti di crisi come una possibile alternativa a Catania. Deve essere messo nelle condizioni di operare concretamente come scalo di supporto, con collegamenti adeguati, procedure già definite e una reale integrazione con gli altri aeroporti siciliani».

«Se Fontanarossa viene limitato o chiuso – continua – la Regione deve sapere con precisione quali voli possono essere dirottati, quali mezzi possono trasferire i passeggeri, quali strutture possono accoglierli e quali informazioni devono essere diffuse. Questo significa programmazione. Il resto è improvvisazione».

«La Sicilia non può essere isolata a ogni emergenza»

La segretaria della Uil Siracusa chiede l’apertura di un tavolo istituzionale urgente.

«È necessario convocare immediatamente un confronto tra Regione Siciliana, Sac, Enac, compagnie aeree, società di gestione degli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani, Protezione civile, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei territori. Non per gestire l’ennesima emergenza, ma per costruire finalmente un sistema permanente di prevenzione e risposta».

«La Sicilia – conclude Ninetta Siragusa – non può continuare a essere isolata ogni volta che si verifica un evento naturale o un incidente infrastrutturale. L’Etna non è una sorpresa, così come non lo sono i rischi legati alla gestione di un grande aeroporto. I cittadini, i turisti e i lavoratori hanno diritto a un sistema dei trasporti affidabile, moderno e capace di reagire. Servono meno polemiche sui ruoli e sulle nomine e più responsabilità, pianificazione e servizi concreti».