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13 agosto 2026 - Aggiornato alle 11:09
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I danni

Enna chiede lo stato di calamità dopo gli incendi di luglio

La Giunta Crisafulli avvia la richiesta di 940mila euro per risarcire famiglie e imprese danneggiate.

13 Agosto 2026, 10:57

11:00

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Approvata dalla giunta Crisafulli la delibera in cui si avviano le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità e si formalizza la richiesta di risorse, destinate a risarcire famiglie e attività danneggiate dagli incendi dello scorso luglio, chiedendo alla Regione 940 mila euro. Con l'atto approvato ieri, la Giunta dà formalmente atto della sussistenza delle condizioni per lo stato di calamità e sostiene il sindaco Crisafulli a inoltrare la richiesta ognuno per competenza a presidenza del Consiglio dei ministri, ministero dell'Interno, presidenza della Regione, presidenza dell'Assemblea regionale e Prefettura di Enna.

«Ci auguriamo - commenta il vicesindaco di Enna, Stefania Marino - che la Regione accolga la nostra richiesta e venga incontro alle esigenze dei nostri concittadini, molti dei quali hanno visto compromesso in poche ore il lavoro di una vita.I danni morali non sono risarcibili, lo sappiamo bene, ma faremo di tutto perché lo siano quelli materiali subiti da famiglie e imprese. In queste settimane abbiamo raccolto le segnalazioni di chi ha perso anni di lavoro, e capiamo che nessun risarcimento potrà restituire quanto è andato bruciato in poche ore. Per questo riteniamo doveroso, come amministrazione, portare avanti con determinazione questa richiesta».

L'emergenza dello scorso era scattata lo scorso 18 luglio, quando un'ondata di calore ha investito l'intera Sicilia e diversi roghi si sono sviluppati nel capoluogo in particolare nelle contrade Baronessa, Santa Mariola e Torre per proseguire fino a notte fonda, chiedendo uno straordinario impegno per spegnere le fiamme che hanno minacciato pesantemente anche l'area dell'ospedale Umberto I a Enna bassa, rendendo necessaria l'evacuazione di un centinaio di persone.

La conta dei danni a fiamme spente è stata pesante tra proprietà private, terreni agricoli, strutture aziendali e la viabilità cittadina, con conseguenze ancora più evidenti soprattutto per le aree più prossime al centro abitato. Un'emergenza ampia che ha visto anche l'attivazione immediata da parte del comune del Centro operativo comunale di protezione civile, richiamando in servizio dirigenti, funzionari e personale per garantire assistenza alla popolazione colpita e coordinare gli interventi urgenti sul territorio.