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Etna, l’eruzione infinita che riscrive la storia recente del vulcano: era dagli anni Settanta che non se ne vedeva una così

L’"anomalia" di un’attività stromboliana persistente alimentata da correnti magmatiche profonde e invisibili

13 Agosto 2026, 20:12

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Etna, l’eruzione infinita che riscrive la storia recente del vulcano: era dagli anni Settanta che non se ne vedeva una così

L’Etna ha abbandonato i ritmi brevi e impetuosi che negli ultimi anni avevano scandito la sua attività, imponendo da una settimana un’inedita continuità eruttiva.

Da sette giorni consecutivi il vulcano più attivo d’Europa produce senza interruzione esplosioni, fontane di lava, colate in quota e dense nubi di cenere.

Secondo Salvo Gambino, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, per ritrovare una sequenza tanto prolungata occorre risalire alla fine degli anni Settanta. Una persistenza che rappresenta un’anomalia rispetto ai decenni più recenti, segnati da parossismi violenti ma di breve durata.

La chiave scientifica di questa eccezionale longevità, spiega Gambino, sarebbe la risalita di un magma più profondo e particolarmente ricco di gas. La maggiore componente gassosa e la profondità della sorgente favorirebbero la frammentazione del materiale magmatico, sostenendo l’emissione continua di cenere e modulando la varietà dei fenomeni osservabili in superficie.

In queste ore l’attività interessa contemporaneamente più settori sommitali. Al cratere della Voragine proseguono senza sosta l’attività stromboliana, le fontane di lava e la produzione di cenere; nella Valle del Bove e nelle aree limitrofe diverse bocche alimentano un ampio campo lavico.

Un sistema aperto su più fronti che, da un lato, consente lo sfogo dell’energia mantenendo le colate confinate ad alta quota, lontano dai centri abitati; dall’altro, genera un flusso massiccio e ininterrotto di piroclasti fini.

La situazione era sotto stretta osservazione già da settimane. Il 26 giugno 2026 il Dipartimento della Protezione Civile aveva innalzato il livello di allerta da verde a giallo, attivando la fase operativa di preallerta a seguito dell’aumento del tremore vulcanico e della ripresa dell’attività effusiva nell’alta Valle del Leone–Valle del Bove.

Massima l’attenzione anche alla sicurezza in quota. Lo spettacolo della lava nella notte esercita una forte attrazione, richiamando migliaia di curiosi ed escursionisti alla ricerca dello scatto perfetto. Ma l’Etna non è una terrazza panoramica: i pendii instabili, i terreni friabili, i repentini cali di visibilità, i canaloni e le concentrazioni di gas nocivi costituiscono rischi reali. Gambino invita alla massima prudenza, a osservare l’attività soltanto da aree sicure e autorizzate, e a munirsi di scarponi, pantaloni lunghi e torce per le ore notturne.