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Rapine in banca, Sicilia maglia nera: «Sicurezza hi-tech contro le bande»
L’Isola non segue il trend nazionale. Spesa di 400 milioni per proteggere gli sportelli
Rapine a mano armata, assalto a portavalori, bombe contro i bancomat. Le Banche in Sicilia sono sotto assedio. La delinquenza non va per il sottile: nel mirino finiscono sia le filiali di banche commerciali, sia quelle del credito cooperativo e gli uffici postali: UniCredit, Banca Monte dei Paschi, Bper Banca, Banca Sella, Poste italiane, Banca Agricola Popolare di Sicilia, Banca di Credito Cooperativo di Altofonte e Caccamo.
Tentati o consumati, questi reati, attraverso le misure di deterrenza e la prevenzione adottate dagli istituti di credito anche attraverso il coinvolgimento dell’Abi e delle Forze dell’Ordine sono in diminuzione ovunque nel nostro Paese, ma molto meno in Sicilia dove il fenomeno, a causa di recenti episodi, continua a destare allarme e preoccupazione tra i bancari e gli utenti. La nostra regione è prima per numero di rapine messe a segno dai banditi: dieci colpi ogni cento sportelli, un indice di rischio pari a uno, il più elevato d’Italia. Un primato di cui l’Isola avrebbe fatto volentieri a meno. Ma tant’è.
La conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, giunge dall’Ossif, il Centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine dell’Associazione Bancaria Italiana. Secondo il Rapporto del 2024 realizzato dall’Ossif unitamente al Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale, in valori assoluti, le rapine nel Paese sono diminuite: 51 nel 2024 contro le 80 del 2023 (-36,3%) e le 124 del 2022. Il trend è, dunque, positivo, ma non basta. Il maggior numero di rapine si è verificato in Sicilia con 10 casi (erano 14 nel 2023, quando operava la cosiddetta “banda degli ATM” che colpiva soprattutto in provincia di Palermo), seguita dalla Lombardia con 9 (da 19) e dalla Campania con 7 (da 9). Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Molise, Abruzzo, Basilicata e Calabria sono le regioni più sicure: nel 2024 non è stata commessa neanche una rapina.
In Sicilia, la provincia più colpita è quella di Catania con 6 rapine nel 2024 contro le 3 del 2023, mentre quella di Palermo si colloca al settimo posto con 2 colpi. Con riferimento all’indice di rischio, il valore più elevato è stato registrato a Catania con 2,8 rapine ogni 100 sportelli (da 1,3 del 2023). Da notare anche Caltanissetta con 1,7 e Palermo con lo 0,8. Il valore medio nazionale è di 0,3 rapine ogni 100 sportelli.
I rapinatori hanno agito prevalentemente in coppia (44% dei casi) o da soli (35%), travisando il proprio volto (79%), in un lasso di tempo non superiore a dieci minuti (63%) e accedendo nei locali attraverso l’ingresso principale (77%).
Le rapine si sono concentrate prevalentemente nella giornata di venerdì (31%), mentre per quanto riguarda l’orario è stata registrata una prevalenza delle rapine avvenute tra le 9 e le 10 (21%). I rapinatori hanno fatto uso prevalentemente di armi da fuoco (43%) o di armi da taglio (36%). Per quanto riguarda l’ammontare sottratto, il valore medio del bottino, seppure in calo rispetto agli scorsi anni, ha superato 46mila euro. Le rapine negli uffici postali registrano una media a evento di oltre 24mila euro.
«Il settore bancario collabora attivamente con le Prefetture e le Forze di Polizia per rafforzare la sicurezza delle filiali, attraverso un costante scambio di informazioni su rischi, modalità criminali e misure di protezione», dice Salvatore Malandrino, presidente della Commissione Abi Sicilia e Regional Manager UniCredit Sicilia. «Strumento cardine di questa collaborazione sono i protocolli di intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela, che consentono di condividere priorità e interventi più efficaci sui territori. In questo contesto la collaborazione resta fondamentale per affrontare le sfide attuali e future».
«Il fenomeno della criminalità predatoria ai danni degli istituti bancari - aggiunge Saverio Continella, ad di Banca Agricola Popolare di Sicilia - ha subito negli ultimi anni una profonda mutazione strutturale anche in Sicilia. Se le rapine classiche allo sportello durante l’orario di apertura sono crollate grazie alla progressiva riduzione del contante in cassa e ai controlli d’accesso, la minaccia si è spostata prevalentemente sugli assalti notturni agli sportelli automatici (ATM), per la cui effrazione vengono impiegate tecniche sempre più aggressive: dall’uso di materiale esplosivo alla rimozione meccanica».
«La collaborazione con le forze dell’ordine è fondamentale per prevenire la commissione di questi reati. In questo contesto, tra le novità, è operativo un tavolo congiunto con Abi e Poste Italiane nel Dipartimento di Pubblica Sicurezza che prevede, tra l’altro, l’istituzione permanente in tutte le Prefetture dell’Osservatorio “Territori Sicuri” per condividere dati e buone pratiche a supporto della sicurezza» dice Malandrino.
Le banche, dal canto loro, non lesinano investimenti: oltre 400 milioni di euro vengono spesi mediamente ogni anno per rendere le filiali ancora più protette e sicure e per la gestione del contante e il trattamento e il trasporto dei valori. Questo fa sì che le misure adottate per mitigare il fenomeno siano sempre più diversificate e mirate a inibire la condotta criminale. «Rispondiamo alla criminalità con una strategia integrata che unisce prevenzione procedurale, videosorveglianza 24 ore al giorno e presidi tecnologici all’avanguardia» dice Continella.
Un esempio? «La macchiatura delle banconote per renderle inutilizzabili - dice il banchiere -. Facciamo campagne di comunicazione mirate sui macchiatori e collaboriamo attivamente con le forze dell’ordine. Infine, interveniamo immediatamente con squadre specializzate per ripristinare i locali danneggiati e garantire la continuità dei servizi e la riapertura della filiale in tempi rapidi, assicurando inoltre la piena operatività dei canali digitali e l’assistenza diretta dei nostri gestori».
Una strategia a tutto campo dunque quella messa in campo dagli istituti di credito per arginare i comportamenti delittuosi dei rapinatori. E i risultati, come si è visto, non sono mancati. Proprio per questo, la Sicilia si aspetta che banche e poliziotti si coordinino sempre meglio e con il ricorso alle tecnologie più avanzate operino per prevenire e scoraggiare l’attività delinquenziale, rendendo così più sicura per la collettività l’intermediazione finanziaria.