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l'inchiesta

Frode fiscale e ricatti sugli stipendi nelle scuole paritarie: maxi evasione da 1,5 milioni nel Palermitano

Ai dipendenti veniva chiesto di restituire parte dello stipendio

14 Agosto 2026, 09:46

09:50

Frode fiscale e ricatti sugli stipendi nelle scuole paritarie: maxi evasione da 1,5 milioni nel Palermitano

Una complessa verifica fiscale condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo nei confronti di una società cooperativa, attiva nella gestione di istituti scolastici paritari con sedi a Cefalù e Termini Imerese, ha portato alla luce un'imponente evasione tributaria. Le Fiamme Gialle hanno infatti constatato componenti positivi di reddito non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro, a fronte di imposte evase per circa 660 mila euro.

L'attività ispettiva del Gruppo della Guardia di Finanza di Termini Imerese trae origine dagli esiti di una precedente indagine, condotta dai Carabinieri di Cefalù per i reati di caporalato, estorsione e truffa. I successivi approfondimenti di natura economico-finanziaria hanno consentito di ricostruire un articolato sistema di irregolarità nella gestione sia dei rapporti di lavoro sia degli adempimenti tributari. Secondo l'ipotesi investigativa, la società applicava un meccanismo in base al quale parte delle retribuzioni, pur risultando formalmente corrisposte, venivano successivamente restituite dai dipendenti alla cooperativa, consentendo a quest'ultima di conseguire indebiti vantaggi fiscali e danneggiando oltre 150 lavoratori tra docenti e personale amministrativo.

Le verifiche condotte dai militari hanno inoltre consentito di far emergere la simulazione di prestazioni di volontariato al posto di regolari contratti di lavoro dipendente, nonché la indebita percezione di contributi pubblici cofinanziati dall’Unione europea.

In relazione alle violazioni di natura tributaria emerse e considerato il superamento delle soglie previste dalla normativa per la rilevanza penale, i finanzieri hanno segnalato l'amministratore della società alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per il reato di dichiarazione infedele. Contestualmente, la cooperativa è stata segnalata per la responsabilità amministrativa degli enti, avanzando verso l'Autorità Giudiziaria anche una richiesta di sequestro preventivo per un importo di circa 105 mila euro.