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Fondo Spettacolo, al Teatro Massimo di Palermo 15,2 milioni di euro: è la prima Fondazione lirica del Mezzogiorno

Il teatro operistico del capoluogo ha il quarto posto nazionale

14 Agosto 2026, 11:55

12:00

Fondo Spettacolo, al Teatro Massimo di Palermo 15,2 milioni di euro: è la prima Fondazione lirica del Mezzogiorno

Il Teatro Massimo di Palermo si riconferma un punto di riferimento primario per la cultura e la lirica italiana.

Nel riparto 2026 del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV), disposto dal Ministero della Cultura, la Fondazione palermitana si aggiudica un finanziamento di 15,2 milioni di euro.

Il risultato attesta il Teatro Massimo come prima Fondazione lirico-sinfonica del Mezzogiorno e al quarto posto su scala nazionale tra le dodici strutture non dotate di forma organizzativa speciale, preceduto soltanto dal Teatro dell’Opera di Roma, da La Fenice di Venezia e dal Maggio Musicale Fiorentino.

Si tratta di un posizionamento d'eccellenza ormai consolidato: la Fondazione palermitana mantiene infatti ininterrottamente il quarto posto nazionale e il primato al Sud dal 2023.

Il commento di Lagalla: «Premia la qualità e la continuità»

Soddisfazione per il traguardo raggiunto è stata espressa da Roberto Lagalla, nella duplice veste di sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Teatro Massimo: «Il dato del riparto 2026 del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo conferma il ruolo centrale che il Teatro Massimo di Palermo continua a svolgere nel panorama culturale italiano. Considero questo risultato motivo di grande soddisfazione e un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni. Il fatto che il riparto sia determinato sulla base della media delle percentuali assegnate nel triennio precedente dà particolare valore a questo risultato, perché premia la continuità e la qualità dell’attività realizzata dalla Fondazione. Dietro questi numeri ci sono la professionalità e l’impegno dei lavoratori, degli artisti, dei tecnici e di tutta la struttura del Teatro, insieme alla capacità di mantenere un livello di produzione e di programmazione riconosciuto a livello nazionale».