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L'EMERGENZA ETNA

Spostare l'aeroporto di Catania? La risposta del sindaco: Trantino svela cosa succederà

Il primo cittadino allontana la soluzione del trasferimento dello scalo: «La privatizzazione risolverà molti problemi. In futuro ci aiuteranno tecnologia e IA»

14 Agosto 2026, 16:22

16:30

Spostare l'aeroporto di Catania? La risposta del sindaco: Trantino svela cosa succederà

L'ipotesi di spostare l'aeroporto di Catania in un'area più lontana dall'Etna resta, per ora, sulla carta. Lo ha chiarito il sindaco Enrico Trantino, intervenuto a TgCom24 per fare il punto sui disagi che da giorni colpiscono i collegamenti aerei da e per Fontanarossa a causa della cenere vulcanica.

«Siamo a meno dell'anno zero – ha detto il primo cittadino –: è un tema che si è discusso, ma non si è mai fatto uno studio di fattibilità vero e proprio e non è un argomento all'ordine del giorno». Secondo Trantino, il punto di forza dello scalo catanese resta proprio la vicinanza al centro città, raggiungibile in appena cinque minuti d'auto. A pesare sulla scelta di non affrontare ora il tema del trasferimento c'è anche la trattativa in corso per la privatizzazione dell'aeroporto, che il sindaco definisce risolutiva: «Consentirà di essere molto più performanti rispetto alle tante criticità di infrastruttura viaria che in questo momento registriamo».

Guardando al futuro, Trantino ha aperto anche a soluzioni tecnologiche per convivere con le eruzioni: «Con lo sviluppo della tecnologia e dell'intelligenza artificiale sarà molto più facile individuare strumenti che intercettino le correnti d'aria e i corridoi di trasporto della cenere vulcanica», ha spiegato, ipotizzando in prospettiva corridoi di decollo e atterraggio che permettano allo scalo di operare a prescindere dall'attività dell'Etna.

Il sindaco è poi tornato sul nodo più caldo di questi giorni: i disagi subiti dai passeggeri dirottati su altri scali, come Palermo, Trapani o Comiso, e i costi aggiuntivi per i trasferimenti via terra. «Il protocollo prevede che siano le compagnie aeree a dover organizzare l'assistenza ai viaggiatori», ha ricordato Trantino, sottolineando che Regione siciliana e Sac hanno fatto «tutto quello che potevano», mettendo a disposizione anche autobus straordinari. Sul fronte dei rimborsi, il sindaco è stato netto: «Non abbiamo poteri giuridici per imporre una moderazione dei prezzi dei trasferimenti. Dovrebbero essere le compagnie aeree a predisporre il mezzo per il trasferimento da e per l'aeroporto di Catania, e molte di loro si sono ben guardate dal farlo». Da qui l'appello all'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, «affinché intervenga in modo imponente, pretendendo dalle compagnie maggiore chiarezza anche per il futuro» e i risarcimenti dovuti ai passeggeri.

Trantino ha raccontato anche un episodio personale, legato ai disagi degli scali alternativi: suo figlio, con un braccio rotto in Grecia e bisognoso di un intervento chirurgico, è dovuto atterrare a Palermo prima di raggiungere Catania con un mezzo privato. «Un vero e proprio trauma - ha detto il sindaco -, uno stress che comprendo bene, a cui si aggiungono le spese supplementari che però devono essere risarcite dalle compagnie aeree».