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15 agosto 2026 - Aggiornato alle 09:50
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l'appuntamento

«Per la nostra comunità la Vara è Messina»

Oggi alle 18.30 la partenza della processione considerata momento identitario per la città. L’assessore Caruso: «Quest’anno un velo di tristezza per la tragedia di Pistunina, il Comune lavora alla valorizzazione»

15 Agosto 2026, 06:29

06:30

«Per la nostra comunità la Vara è Messina»

È il giorno della Vara, quello in cui l’intera città si ferma per celebrare un evento che è espressione della fede popolare, ma non solo. La Vara è infatti un simbolo identitario per Messina, una tradizione che si rinnova da secoli e che ogni anno rappresenta un momento di unità per l’intera comunità. La grande macchina è pronta a percorrere le strade della città, tra due ali di folla, trainata da uomini e donne che, per devozione, compiono un gesto intimo e, al tempo stesso, collettivo.

L’edizione 2026 è particolarmente sentita per diverse ragioni. Enzo Caruso, assessore alla Cultura, sottolinea alcuni aspetti di una manifestazione che, nonostante il passare dei secoli, continua a esercitare una forte attrazione. Un evento sul quale Palazzo Zanca intende puntare con una programmazione specifica.

Assessore, quest’anno celebriamo il centenario della ripresa della processione della Vara, dopo il lungo stop imposto dal terremoto del 1908. Quale significato ha assunto questa ricorrenza?

«È stata una corsa contro il tempo, essendomi insediato alla fine di giugno, per non lasciarsi sfuggire una ricorrenza unica e irripetibile. Occorreva fare qualcosa che ne rimarcasse l’importanza e, soprattutto, richiamasse la memoria e lasciasse una traccia. Non sono mancate le mostre tematiche, la cartolina commemorativa, le luminarie in piazza Duomo e l’esposizione del modellino in argento della Vara, realizzato dall’orafo Alfredo Correnti. L’edizione del Centenario gode dell’Alto Patrocinio del ministero della Cultura e oggi si parlerà della nostra Vara anche nel programma “A Sua Immagine” di Rai 1

La processione del 15 agosto è considerata un momento fortemente identitario per la città. Come va letto questo aspetto?

«Per i messinesi, la Vara non è mai stata solo un apparato votivo, né soltanto una rappresentazione scenica dell’Assunzione di Maria, né una processione spettacolare. La Vara è sempre stata Messina, la città che si avvolge attorno alla propria identità. Da quasi cinquecento anni, la volontà popolare di mantenerla in vita è stata più forte delle guerre e delle calamità naturali, non ultima la pandemia di Covid. E il popolo, quello “verace”, ha sempre lottato contro tutto e tutti ogni qualvolta l’amministratore pubblico di turno abbia tentato, con cinica decisione, di interrompere il rito o di modificarne le secolari modalità di trascinamento».

L’evento quest’anno è segnato anche dalla tragedia di Pistunina, che ha toccato l’intera comunità, come ha inciso sull’organizzazione della Vara?

«Gli eventi della rassegna “Aspettando la Vara”, in piazza Unione Europea, scelti perché legati alle diverse forme espressive - musicale, teatrale, tradizionale, folkloristica e rievocativa - si sono svolti purtroppo con il “freno a mano” tirato a causa del luttuoso avvenimento del crollo della palazzina di Pistunina. Sono stati eliminati i momenti più festosi e alcuni eventi sono stati annullati. Mancano anche, in segno di rispetto, i fuochi d’artificio commissionati per questa particolare occasione e tanto attesi dai messinesi e dai turisti in transito in città».

Una manifestazione importante per Messina che, tuttavia, non riesce ancora a ottenere la ribalta nazionale, come accade invece per altri eventi di minore portata. Perché?

«In questi anni, le risorse comunali e quelle derivanti dai patrocini sono state impiegate non soltanto per la manifestazione in sé, ma anche per il costoso e necessario restauro della macchina votiva. Il prossimo obiettivo al quale stiamo lavorando è la definizione di un piano di comunicazione che dovrà necessariamente partire mesi prima, così da potere proporre pacchetti turistici per l’intero periodo compreso tra il 1 e il 15 agosto».