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Ozono, 39 sforamenti dall’inizio dell’anno: a Melilli è già stato superato il limite massimo
Undici superamenti in appena 15 giorni: la centralina Arpa di Melilli continua a registrare valori di ozono oltre la soglia
Ancora ozono sopra i limiti a Melilli. Per 11 volte, negli ultimi 15 giorni, le concentrazioni di questo inquinante, registrate dalla stazione Arpa del comune-terrazza sulla zona industriale, hanno superato il valore di 120 microgrammi per metro cubo nelle otto ore, che è uno dei limiti previsti dalle norme, descritto come “valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana”. I superamenti nell’anno in corso sono stati, sinora, 39: il limite di legge è di 25 annui, come media su tre anni. Già nel triennio 2023-2025, i superamenti medi annui erano stati 45, perciò fuori norma. Per questo i 39 contati sinora, sono contrassegnati da Arpa con il bollino rosso.
Insomma, la nostra qualità dell’aria ha certamente un problema, la presenza di ozono, che ultimamente sembra cronicizzarsi (e forse radicalizzarsi). L’Arpa, già nel 2019, ipotizzò azioni di contrasto, soprattutto sui gas precursori. L’ozono, infatti, è un inquinante secondario: si forma dalla commistione tra il forte irraggiamento solare e alcuni gas: tra questi, i Cov (Composti organici volatili), inquinanti tipici delle aree industriali come la nostra. Tra gli appartenenti a questa categoria di inquinanti, ci sono senza dubbio gli idrocarburi non metanici (nhmc), che sono costantemente presenti nella nostra aria: non c’è centralina che non li registri, ogni giorno, in concentrazioni superiori al limite Oms di 200 mmg per mc.
Ma c’è qualcos’altro che potrebbe spiegare questa commistione, sempre nel campo delle ipotesi. Da qualche mese è cresciuta, nei pontili Nord della zona industriale, la movimentazione di prodotti come etilene e benzene. Il parco serbatoi ex Versalis, infatti, non fa parte del piano di dismissione del sito e si sta trasformando in un hub di stoccaggio: i prodotti che prima venivano concepiti nel sito cracking Versalis, oggi arrivano da fuori per alimentare i siti del polo interconnessi e per essere, in parte, stoccati e ripartire verso altri siti Eni. In questo momento, ormeggiata nel pontile di Isab Nord, c’è la Golden Maple giunta da Amsterdam per scaricare 10.500 tons di benzene; ieri pomeriggio era attesa da Haifa un’altra nave per scaricare 4.000 tons di benzene. Sia il benzene, sia l’etilene, se dispersi, agiscono come Composto organico volatile, contribuendo alla formazione dell’ozono e dello smog fotochimico. Non è detto che questa movimentazione influisca sulla formazione di quanto registrato dalle centraline, né che la quantità di prodotti stoccati sia effettivamente cresciuta. Nelle settimane in cui il territorio ha denunciato miasmi, Arpa aveva annunciato verifiche sulle condizioni degli impianti di recupero vapori dei pontili, proprio per controllare l’eventuale dispersione di queste sostanze. A oggi non si conosce l’esito di queste verifiche.