la protesta
Agrigento, "il popolo delle piscine" in sit-in nel luogo simbolo della sete della città: «Demoliteci ma dateci l'acqua»
Gli abitanti della Zona A, e segnatamente di Maddalusa, hanno dato vita ad un sit in, bidoni in mano e qualche cartello ironico. Nel mirino istituzioni e magistratura
Si sono ribattezzati “Il popolo delle piscine”, con un riferimento chiaro, e polemico, alle dichiarazioni dei giorni scorsi del procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo e questa mattina si sono dati appuntamento nel luogo simbolo della “sete” ad Agrigento: la fontana di Bonamorone.
Gli abitanti della Zona A, e segnatamente di Maddalusa, hanno dato vita ad un sit in, bidoni in mano e qualche cartello ironico attaccato sui contenitori per il trasporto per l’acqua per denunciare il permanere di una situazione che, dicono, ha pesanti ricadute sanitarie e soprattutto umanitarie. “Siamo tenuti in ostaggio da chi ancora non ha capito niente. Siamo stanchi. Siamo noi la vera Gaza. Abbiamo sempre pagato le nostre autobotti, paghiamo le tasse, dateci l’acqua”, dice una residente durante una diretta social.
Tutti scherzano - amaramente - sul possedere una, due, tre piscine e chiedono, al netto delle questioni di tipo urbanistico, di poter avere accesso all’acqua. “Demoliteci pure - dice una donna - ma dateci l’acqua, perché questa situazione è inumana”.
Non mancano le critiche anche aspre verso le istituzioni “chiuse nel palazzo” e che “negano ogni confronto con i cittadini”, e qualche accusa nemmeno troppo velata verso la magistratura rea, a dire di un residente, di focalizzarsi solo su Maddalusa mentre “tre quarti di Agrigento è in zona A”.
Un calcolo statistico un pochino inesatto e azzardato, ma cui un altro residente accompagna un perentorio “ci sono interessi enormi intorno al Parco e intorno a quelle aree” e si sta operando uno “schiacciamento” nei confronti dei cittadini ritenuto illegittimo. Se qualcuno ha ritenuto di agire per le vie legali contro tale illegalità, non è dato sapersi.