Gli interventi
Il furto delle opere d'arte di Antonello da Messina, scendono in campo il ministro Giuli e il critico d'arte Carli
La mobilitazione delle forze dell'ordine per il recupero, Schifani manda gli ispettori al museo Accascina
Sconcerto a Messina per il furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare: ignoti hanno trafugato tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina, opere di valore straordinario per il patrimonio culturale. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha contattato il sindaco Federico Basile, esprimendo vicinanza alla città e alla comunità colpita.
“Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho parlato con il sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto”.
Giuli ha poi precisato: “Mi sono consultato subito con il comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini. Il Ministero della Cultura assicura la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui ambito ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente”.
Sulla gravità dell’episodio è intervenuto anche il critico d’arte Giuseppe Carli: “Rubare Antonello da Messina non significa soltanto sottrarre alcune opere alle sale di un museo, ma colpire uno dei luoghi più profondi della memoria culturale siciliana, perché esistono opere che cessano da tempo di appartenere esclusivamente alla storia dell’arte per diventare parte dell’identità di una città, di un territorio, di una civiltà”.
E ancora: “Il Polittico di San Gregorio appartiene precisamente a questa categoria: è una delle testimonianze più alte e solenni del rapporto fra Antonello e Messina, la sua città, e conserva dentro la propria materia pittorica non soltanto la grandezza di un maestro del Rinascimento, ma la complessità di quella Sicilia quattrocentesca che fu crocevia di culture, di commerci, di immagini e di linguaggi provenienti dal Mediterraneo e dall’Europa. Antonello non è semplicemente un grande pittore italiano: è uno di quegli artisti rarissimi attraverso i quali la pittura cambia il proprio modo di guardare l’uomo e il mondo, perché nelle sue figure la luce non serve soltanto a descrivere le cose, ma sembra trasformarsi in pensiero, mentre il volto umano acquista una presenza psicologica, una dignità e una profondità che appartengono già, in qualche modo, alla modernità”.
Per Carli, inoltre, “le tavole sottratte non possono essere considerate soltanto oggetti antichi, per quanto preziosi: sono documenti irripetibili della nostra civiltà, superfici sulle quali quasi sei secoli di storia hanno depositato devozione, cultura, memoria e identità e nel caso del Polittico di San Gregorio il gesto appare ancora più doloroso, perché sottrarre tre tavole significa interrompere l’unità di un organismo concepito per vivere attraverso il rapporto reciproco delle sue parti; non è soltanto una sottrazione, dunque, ma una vera mutilazione, materiale e simbolica”.
Durissima la condanna del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: “Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale Accascina è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili”.
Schifani ha assicurato pieno sostegno alle indagini: “La Regione sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili”.
Parallelamente, ha annunciato un accertamento interno: “È già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.
