l'indagine
Dopo il furto delle opere d'arte di Antonello da Messina i primi interrogatori, le telecamere del museo hanno immortalato i ladri
In questura i testimoni mentre si indaga sulle falle del sistema di sicurezza della struttura museale
Gli inquirenti stanno ascoltando i custodi del Museo regionale di Messina per ricostruire le fasi del clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina avvenuto ieri.
Secondo una prima ricostruzione, l'allarme sarebbe scattato immediatamente quando i malviventi hanno infranto le teche per impossessarsi delle tavole, mentre il circuito di videosorveglianza, regolarmente in funzione, avrebbe ripreso l'intera azione.
Le forze dell'ordine stanno quindi verificando che cosa non abbia funzionato nell'assetto complessivo di protezione.
Le immagini sono ora al vaglio degli investigatori per identificare gli autori del colpo: all'interno sarebbero entrate due persone, ma non si esclude la presenza di basisti all'esterno.
Polizia e scientifica hanno passato al setaccio la scena del reato e ascoltato diversi testimoni.
Per introdursi nel museo, i ladri avrebbero tranciato un tratto della ringhiera dell'ingresso secondario.
Le opere sottratte sono le uniche dell'artista custodite in città. I malviventi hanno infranto la vetrina blindata che accoglieva il Polittico, asportando tre delle cinque parti: la tavola centrale con la Madonna (129 x 77 cm) e le due cimase laterali superiori (l'angelo Gabriele e l'Annunziata, rispettivamente 65 x 62 e 65 x 55 cm).
Sono invece state abbandonate su un muretto le due tavole laterali con i santi Benedetto e Gregorio (125 x 63 cm), probabilmente perché disturbati dal passaggio di alcuni pedoni.
Il dipinto, ricomposto una prima volta nel 1842 e sottoposto a ulteriori restauri nel 1942 e nel 1981-82 presso il laboratorio del Museo regionale di Messina, misura complessivamente 170 x 203 cm. È considerato un capolavoro per la raffinata impostazione prospettica, un basamento unitario che conferisce coesione all'insieme e la straordinaria cura dei dettagli, in particolare dei tessuti: un vertice della cultura rinascimentale italiana.
“In sistemi di sicurezza, allarme e videosorveglianza sono perfettamente funzionanti e sono in corso indagini degli organi competenti quali polizia e carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale”. Lo precisa il Museo regionale di Messina, smentendo che i malviventi siano riusciti a eludere i dispositivi di protezione.